BuoneIdee

Affrontare la resistenza al cambiamento

Perché mettere le radici? Non siamo alberi!

 

La vita è mutamento. Sto flirtando da un po’ con questo concetto del sentirsi a proprio agio in un luogo, in una situazione e con la resistenza al cambiamento. Da qualche giorno mi girano in testa queste idee e qualche giorno fa ho pubblicato un post sul mio profilo Facebook che diceva proprio questo, perché mai dovremmo mettere le radici, dato che non siamo alberi?!

Uno psicologo ha commentato ricordandomi che siamo animali territoriali e abbiamo bisogno di avere un territorio e di una base sicura alla quale fare ritorno.

A questo punto mi sono interrogata sul reale significato di base sicura e delle implicazioni di un qualsiasi tipo di cambiamento, compreso il luogo.

Quella sensazione in cui ti manca il terreno sotto i piedi.

 

Il mio post nasceva da un’intuizione che avevo avuto in seguito ad un parziale crollo del terreno lavorativo su cui avevo innocentemente messo radici, affidandomi più al terreno che a me stessa. (Ops! ho appena avuto un’altra intuizione… ma per non rendere tutto troppo lungo, scriverò nei prossimi giorni a riguardo!).

A far scattare il pensiero e quindi la sensazione di mancanza di terreno sotto i piedi per ognuno di noi può essere qualcosa di diverso: per alcuni può essere un licenziamento, per altri una malattia o la fine di una relazione. Per me è stata la sostanziale modifica di un contratto di lavoro. In seguito a questa notizia  sono stata assalita da una tale quantità di pensieri di ansia e paura che potrei riempire un libro intero.

Da questo stato di totale confusione è nato il caos e subito dopo il vuoto, la mia testa non era più in grado di pensare, ero in tilt. E per fortuna! Per fortuna ho avuto questo momento di vuoto assoluto, perché è da li che è nata l’intuizione. Qualcosa dentro di me (che chiamo SAGGEZZA) mi ha sussurrato:

Non sei obbligata a restare lì, se quel lavoro o quella vita non sono più adatti a te, PUOI CAMBIARE!

In effetti sembra molto semplice e sensato, ma in questi casi la mente ci dice cose del tipo: ma cosa farai adesso se per 20 anni hai sempre lavorato in questo settore? Ma cosa potresti fare di diverso se per l’intera vita hai vissuto in questo modo o in questo luogo o con questa persona?

Cambiare si può.

Ecco che da lì è nata l’idea dell’albero. Ci sono alberi che quando crolla il terreno sotto le radici, trovano il modo di aggrapparsi a ciò che è rimasto, sopravvivono con tanto sforzo, mentre altri non hanno alternativa e muoiono.

Ma noi esseri umani non siamo alberi e possiamo spostarci, possiamo cambiare luogo, attività, alimentazione, stile di vita, amicizie…

Ed ecco che allo psicologo ho risposto:

La base sicura è in noi, la nostra essenza. Non c’è luogo o persona là fuori che abbia il potere di renderci un grammo più felici o più tristi di per sé; siamo noi a dargli questo potere. L’essere umano vive nella realtà creata dal proprio pensiero, che non è mai reale, come non lo è il pensiero.

A quel punto lo Psicologo, pur dandomi ragione, ha specificato che lui parlava di radici reali e di Territorio. Affermando che la base sicura in noi lo è solo in base alle relazioni passate e che, come esseri umani, abbiamo bisogno di relazioni sociali.

Quando cambiare è l’unica occasione di salvezza

A me sono venuti in mente i tortellini, le lasagne e i passatelli in brodo della mia mamma bolognese; le due torri e le nebbie della pianura padana.

Si è vero, mi piace stare nel luogo in cui sono cresciuta perché mi è familiare, so come muovermi, non ci sono cose nuove da sperimentare, non ci sono sfide, non devo cambiare abitudini e quindi mi sento al sicuro.

Subito dopo però ho pensato al 2012 e al terremoto in Emilia, vivevo a 8 km. dall’epicentro e per 3 mesi il mio porto sicuro si è trasformato in un potenziale luogo di sepoltura e quindi mi sono trasferita nella tenda in giardino. Per avere qualche ora di serenità e farmi una doccia in santa pace andavo a Torino da mia suocera (300 km), e là mi sentivo a casa, al sicuro.

Ho anche ripensato a quel fantastico cartone animato che ogni tanto riguardo con mio figlio, I Croods e ho digitato questa risposta allo psicologo:

Riconosco che tendiamo verso un luogo e delle relazioni, eppure è guardando al meccanismo che troppo spesso ci imprigiona in questi luoghi, che riconosco la TRAPPOLA.

Se non siamo abbastanza lucidi per renderci conto che la felicità non sta né in luoghi, né in relazioni dal di fuori di noi, rischiamo di rimanere prigionieri.

E ora aggiungo: prigionieri di una situazione che non fa più per noi, su un terreno orami eroso, sdrucciolevole e inadatto a fornirci l’energia e il sostegno necessari. Qualcosa che non è più aggiornato con chi siamo ora, in questo nuovo momento.

Casa è quel luogo confortevole e sicuro nel quale mi sento in contatto con ciò che sono veramente, con la mia vera natura. Sentirsi a casa è una sensazione, più che lo stare in un luogo.

Il passato non esiste più, ciò che posso vivere oggi è il mio pensiero di oggi sul passato, così come le relazioni possono aver influito sui miei pensieri, ma quando riconosco la natura illusoria del pensiero, sono libera dalla loro schiavitù.

In conclusione: è bello stare in un luogo sicuro e piacevole, ma le caratteristiche di sicurezza e piacevolezza siamo noi ad attribuirle a luoghi, persone, attività in modo arbitrario, provengono da dentro di noi. Quando per qualche ragione cambia il nostro modo di percepirle, è perfettamente normale cambiare anche le nostre azioni e non c’è affatto nulla di male nel pensare di spostarci altrove, anche se per lungo tempo quello era il luogo perfetto. Ora non lo è più.

Certo i cambiamenti spaventano sempre un po’ perché ci costringono ad affrontare delle situazioni nuove, ma ciò che conta è ciò che siamo noi, non il luogo, il lavoro, la compagnia. Sapere che la nostra felicità non dipende dal lavoro che facciamo, dal luogo in cui viviamo o dalle persone che ci sono accanto ci da la libertà di poter scegliere in ogni istante di cambiare e di scegliere qualcosa di diverso… e stai sicuro/a che se ascolti la tua saggezza, senza flirtare troppo con i tuoi pensieri ansiosi e spaventati o anche solo titubanti, saprai riconoscere il nuovo luogo ancora più adatto al nuovo momento, il nuovo lavoro più in linea con le nuove condizioni e le nuove amicizie.

Un nuovo inizio è SEMPRE POSSIBILE!

Se ci sono ancora punti dubbi o desideri approfondire, scrivici, commenta qui sotto e saremo liete di confrontarci!

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