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BuoneIdee

Autostima Cercasi

Dedicato a tutti coloro che hanno perso la bussola e con essa anche la fiducia in loro stessi

Hai dimenticato cosa vuol dire aver fiducia in te stesso? Passi le tue giornate a preoccuparti di ciò che pensano gli altri, di come ti vedono e di cosa si aspettano da te?

Ma come ti capisco.

Chi non ha passato qualche capitolo della propria vita in caduta libera, in caccia di un qualsiasi, misero, pensiero positivo e con l’autostima sotto i piedi?

Ti alzi la mattina e ti dici che dovresti credere in te stesso, che sei capace e tutto sommato anche una brava persona. Poi entri nel contesto che ti mette alla prova ed è già tutto dimenticato. Le frasi positive imparate durante il corso di Training Autogeno tipo: Pensa Positivo, ce la farai! sono già andate, vecchie, appassite e la tua agitazione cresce, cresce e cresce fino ad arrivare a livelli inauditi.

Allora ti sei messo su internet a googlare: Come aumentare l’Autostima? 

E tac, nelle prime pagine sono apparsi titoli molto rassicuranti: aumenta l’Autostima in enne passi, non essere vittima delle persone negative, esercizi per aumentare la fiducia in sé.

Facile, no?

Ti metti lì, fai il tuo bel programma che di solito prevede:

1. Prenditi cura di te

2. Scrivi i tuoi obiettivi

3. Allontana le persone negative

4. Regalati del tempo

5. Lavora su di te

6. Perdonati

Ma è vero o no, che hai già provato a fare tutte queste cose o alcune di esse e a volte quel senso di insicurezza che senti, non accenna a sparire?

Lascia che ti spieghi perché tutto quello che pensi e sai sull’Autostima è prevalentemente frutto di un grosso, ma gigante eh, malinteso.

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Wikipedia Inglese dice che l’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’approvazione.

Sostanzialmente dice che è un processo di apprezzamento di se stessi. Ora, prendete una persona che si sente al sicuro in ogni ambito e chiedetele cosa fa per sentirsi così. Al cento per cento, vi guarderà con una faccia stranita e  vi dirà che non fa niente di particolare.

Nessuna frase positiva pronunciata alla mattina davanti allo specchio.

 Nessuna tecnica, né strategia.

 Nessun corso di formazione.

 Nessuno sforzo nell’essere così a suo agio.

→ Nessuna lista degli obiettivi.

E non mi tirate di mezzo l’inconscio, per favore. Cose tipo: quella persona inconsciamente ha affrontato tutte le sue paure, mi fa venire l’orticaria, con rispetto parlando nei confronti di Sigmund (Freud) e Carl Gustave (Jung).

Quindi come prima cosa vorrei, integrare le informazioni della dottoressa Wiki:

l’Autostima non è un processo ma lo stato naturale di ogni essere umano in assenza di tormento.

La fiducia di sé non è qualcosa a cui si arriva dopo aver fatto un percorso, ma è la nostra condizione naturale, ogni volta che non ci fasciamo la testa con quel lavorio mentale che genera solo tensione.

Le persone che hanno naturalmente una buona stima di sé, si distinguono perché:

→ Sono piene di Speranza e Ottimismo senza apparire nauseanti e posticce.

 Sanno che al di là delle circostanze, degli alti e i bassi della vita, ce la faranno e staranno bene.

 Amano la compagnia ma sono indipendenti emotivamente. Non ricercano approvazione ma tendono a darla. Non mettono davanti se stesse ma ascoltano e lasciano spazio agli altri.

 Condividono la propria esperienza e le conoscenze senza la paura che qualcuno possa derubarle del proprio bagaglio.

 Seguono il loro buonsenso e si fidano di esso.

Fondamentalmente stiamo parlando di persone che vivono la vita senza grandi ossessioni e che sono gran parte del tempo mediamente felici e in quanto tali, hanno fiducia in sé e delle loro potenzialità.

Non funziona se volessimo prendere la strada in senso contrario, permettetemi di spiegarmi meglio.

Funziona un po’ come il rispetto dei Dieci Comandamenti. Immagino ricorderete quel capitolo del catechismo in cui tutte le luci erano su quei non rubare, non uccidere, non dire falsa testimonianza, onora il padre e la madre, non desiderare le cose degli altri e il resto della lista.

Se volessimo percorrere la strada inversa, ovvero attenerci ai comandamenti in maniera cieca, considerandoli l’origine della nostra rettitudine potremmo su alcuni essere facilmente dilaniati senza essere degli assassini. Non so come siete messi voi sul non desiderare le cose degli altri e l’onora il padre e la madre; per quanto mi riguarda, direi bene ma non sempre benissimo.

Ma cosa accade se leggessimo i comandamenti come se fossero l’effetto e non la causa della rettitudine?

Le persone che stanno bene e si sentono al sicuro, nel senso più profondo del termine, non sentono alcun bisogno di rubare, dire menzogne e desiderare le cose degli altri ma lo sono naturalmente senza che qualcuno incida sulla roccia le leggi.

Sfruttando il parallelismo, cosa accadrebbe se vedessimo l’Autostima non più come la causa di un comportamento vincente ma come l’effetto di una buona esperienza di se stessi, naturale tra l’altro  in assenza di fissazioni?

 

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 Se il tuo aereo sta precipitando qual’è la cosa peggiore che ti potrebbe succedere? – Cit. Byron Katie

[Ma come peggio di così? Cosa potrebbe esserci di peggio oltre al fatto che sto morendo di una morte atroce e cruenta?]

Il pensiero che tu stia morendo di una morte atroce e cruenta, ecco cosa c’è di peggio. 

Ora, nonostante io e Byron Katie non andiamo proprio tutti i giorni a braccetto, su questo punto siamo perfettamente d’accordo.
Quale modo migliore c’è per dire che la nostra esperienza è creata all’interno di noi stessi attraverso il pensiero del momento?

Se fossi io la persona su quell’aereo e non avessi alcuna possibilità di farcela, probabilmente spererei di perdere i sensi ed evitarmi tutta la montagna di angoscia prodotta dal pensiero dell’ultimo minuto della mia vita.

E tutto converge sempre nello stesso punto: comprendere profondamente da dove arriva la nostra esperienza. 

La questione è piuttosto semplice, anche se fino ad adesso ce l’hanno venduta come complicata:

Come esseri umani pensiamo e in ogni momento siamo immersi e coinvolti da ciò che stiamo pensando tanto da considerare la nostra versione dei fatti come ottimale e più vera rispetto a quella degli altri.

Mica siamo così in gamba da accorgerci che i pensieri cambiano con il passare dei minuti e che il nostro è solo un punto di vista totalmente arbitrario che tende a perdere la sua urgenza se smettiamo di fissarci.

Dunque cos’è la mancanza di Autostima se non un pensiero che ti suggerisce che non sei abbastanza?

Se solo smettessi di temere quella sensazione e riuscissi ad andare oltre a quell’illusione temporanea, avresti a disposizione uno spazio sconfinato fatto di libertà e verità.

Come fare quando si è tanto presi da qualcosa? Leggi qua sotto e semplicemente resta in nostra compagnia

Dunque l’Autostima e la percezione della sua mancanza è solo pensiero, giusto?

E allora come si fa a smettere di pensare qualcosa che magari si è pensato negli ultimi vent’anni?

Non c’è una vera e propria risposta né tantomeno è dato sapere a priori quanti passaggi servano per arrivare a comprendere che l’esperienza è creata sempre e solo dall’interno, all’esterno.

Posso solo dire che aiuta molto, iniziare a prendere in considerazione la cosa.

Storie straordinarie sono state scritte grazie a questa comprensione e tutte quante hanno in comune il punto di partenza: riconoscere che la nostra realtà è fatta solo di Pensiero, il nostro. 

Risvegliarsi a questa comprensione ci porta automaticamente a riconoscere che la natura di Pensiero è immateriale e variabile.

Quindi non si tratta di intervenire e fare editing dei propri contenuti e trasformare il negativo in positivo, ma solo di riconoscerne la natura.

Sydney Banks scriveva in proposito:

Pensiero non è la realtà; allo stesso tempo attraverso il Pensiero le nostre realtà sono create.

Sì ecco, sono pienamente consapevole che è un’idea che fa un po’ controtendenza, ma iniziamo a dirla, considerarla e diffonderla.

Se si è vigili mentre si vive un incubo, si può più facilmente riconoscere che un sogno è puro contenuto immateriale di cui perderemo ogni traccia al risveglio.

Allarga il concetto: quando si è svegli, non usiamo la parola sogno ma è vero o non è vero che un ricordo, una fantasia o un’aspettativa sono fatti della stessa immaterialità?

Puro contenuto che ci immerge in una realtà fatta di sensazioni ed emozioni.

Ora, ne potremmo parlare per giorni e giorni, ma torneremmo sempre lì all’origine:

Non importa quanti brutti pensieri fai per abitudine ma quanti di essi prendi sul serio. – Cit. Me, in Fai Pace con il Cervello

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