BuoneIdee

Il buon insegnante che può fare la differenza

Credo fortemente che gli insegnanti che fanno il loro mestiere per passione e con competenza siano sottopagati; rispetto al ruolo che hanno sono poco valorizzati e rispetto al potere che esercitano sulle nuove generazioni sono incompresi.

Un bravo insegnante può fare la differenza nella vita dei suoi alunni, un gruppo di  insegnanti consapevoli può fare la differenza nella qualità di una scuola intera, il corpo docente Italiano può incidere sulla qualità della nostra società.

Non so se questo è proprio chiaro a chi la scuola la vuole organizzare, valutare, dirigere, gestire, finanziare, regolamentare; nel caso in cui lo sia invece, forse sarebbe utile una riflessione su cosa può veramente fare la differenza.

È su questo che oggi vorrei focalizzare la mia riflessione: cosa fa la differenza per rendere la scuola il luogo in cui gli insegnanti educano [trarre fuori – Treccani] gli alunni nel miglior modo possibile?

Le sensazioni del Buon Insegnante

Cosa aveva il tuo insegnante preferito, quello di cui conservi ancora dentro di te l’impronta?

Di solito si tratta di insegnati severi ma giusti, persone che hanno acceso dentro di te una piccola scintilla che è ancora lì che arde. Scommetto che non ti ricorderai esattamente le informazioni che ti hanno insegnato, ma la passione con la quale lo hanno fatto.

La scorsa settimana ho parlato di  cosa significa essere un bravo insegnante per me, e oggi vorrei approfondire ancora di più questo argomento.

In questi giorni è stato finalmente pubblicato Scuola Insegnati e Buonumore il libro di Roger Mills e di Amy Chen-Mills. Libro che mi ha fatto molto riflettere  su quanto l’umore degli insegnanti sia il punto centrale della rivoluzione scolastica. Tutti fanno un gran parlare di programmi innovativi, ma in pochi  richiedeno al proprio dirigente scolastico un insegnante con una sufficiente qualità mentale mentre fa il suo lavoro.

Premesso che secondo me:

Il bravo insegnante in grado di fare la differenza nella vita degli alunni è colui che comprende che i ragazzi, tutti, sono dotati di resilienza, amore incondizionato, saggezza, e capacità intuitiva e creativa.

Quando l’insegnante si pone davanti agli alunni consapevole che queste qualità sono presenti in ognuno di loro, è in grado di stimolare ed educare (tirar fuori) queste capacità, sempre.

L’insegnante che vive il suo lavoro con una mente aperta e libera è in grado di insegnare qualsiasi cosa. Un ragazzo che apprende in un contesto di buonumore e leggerezza, potrebbe dimenticarsi l’esecuzione di un’equazione di secondo grado ma non avrà alcun pregiudizio sulla sua capacità di apprendere. E questo, ragazzi non è poco.

La Connessione Insegnante-Studente

La lucidità e la tranquillità dell’insegnante unita alla consapevolezza del potenziale insito negli alunni, fa si che lo stesso alunno, non sentendosi minacciato, ma bensì sostenuto, possa trovare il proprio modo di esprimersi al meglio a livello scolastico.

Ciò che fa veramente la differenza in una scuola non è un edificio ultra moderno; se guardate alcune scuole elementari dove si fanno cose spettacolari in edifici fatiscenti, ne avrete la conferma; non è neppure un POF ricco e particolareggiato, ne tantomeno il registro elettronico o la LIM, seppure siano tutti strumenti utili e migliorativi.

Il clima di benessere e armonia tra gli insegnanti, la loro consapevolezza di come funzioni l’esperienza umana, della vera natura del pensiero e della vera natura dell’essere umano sono le discriminanti in assoluto più determinati nei risultati conseguiti dagli insegnanti con i propri alunni.

Nella sua sintesi di più di 800 meta-analisi di migliaia di interventi educativi che coinvolgono molti milioni di studenti, il ricercatore neozelandese John Hattie ha trovato che uno degli interventi più efficaci, con il maggiore impatto sul conseguimento accademico è la relazione insegnate-studente; nello specifico: non-direttività (attività iniziate spontaneamente dallo studente), empatia e calore umano.  

Quando l’insegnante comprende la natura Inside-Out dell’esperienza umana, acquisisce a livello profondo una serie di consapevolezze che mutano radicalmente il suo modo di porsi nelle relazioni.

 

√ Comprende che la sensazione di stress e di insofferenza non derivano dagli studenti, dai colleghi, dal dirigente scolastico, ne tantomeno dalle direttive ministeriali o dalla perenne carenza di fondi, ma dai pensieri con cui si intrattiene quotidianamente.

√ Comprende che l’atteggiamento distratto, superficiale, distante, svogliato degli alunni non è un affronto nei suoi confronti, ma è la risultante di un pensiero agitato dei singoli studenti. 

√ Comprende che i ragazzi, quando si sentono al sicuro e cioè posti in situazioni serene, responsabilizzanti, non giudicanti e accoglienti, sono naturalmente curiosi, propositivi, aperti e disponibili.

 

La sola comprensione di questi aspetti, fa si che avvenga in modo spontaneo e naturale un cambiamento di prospettiva, un cambiamento di atteggiamento e quindi un cambiamento nei risultati.

Chimera o Reale opportunità?

Tutto ciò non è una chimera, bensì una conseguenza naturale della comprensione Inside-Out della natura dell’esperienza umana da parte dell’insegnante.

Il vantaggio in tutto ciò è che per gli insegnanti non migliora solo la vita scolastica, o il rendimento dei ragazzi; bensì migliora in primo luogo la propria vita personale, aumenta il grado di benessere percepito, migliora la qualità dell’atmosfera all’interno del gruppo docenti, le relazioni con la dirigenza, coi genitori e naturalmente anche con gli alunni.

Nel librodi cui parlavo qua sopra “Scuola, Insegnanti e Buonumore” sono riportati casi particolarmente significativi, vissuti in prima persona dagli autori. Ma abbiamo avuto prova dell’efficacia di questo approccio anche in diversi contesti para-scolastici come doposcuola per bambini disabili. A chi fosse interessato, saremo lieti di fornire maggiori informazioni, sentitevi liberi di contattarci via e-mail per qualunque domanda, e speriamo presto di poterne pubblicare le testimonianze.

Per approfondire l’argomento, sono attualmente a disposizione le seguenti risorse in Italiano

  1. Il corso sul benessere scolastico: Indagine sulla felicità 2.0
  2. Il video-corso Genitori e Insegnanti dal cuore con Jack Pransky
  3. Libro Scuola, Insegnanti e Buonumore di Ami Chen Mills-Naim & Roger C. Mills, PH.D – Errekappa edizioni
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