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Tradimento? What a Fuck?

Una settimana fa ho lanciato, come una bomba su Instagram, una domanda: “Cosa ne pensi del tradimento?”
Sappiate che ero perfettamente consapevole che avrei sollevato un vespaio e infatti proprio come immaginavo, i commenti si sono materializzati minuto dopo minuto.


Da lì l’idea di scriverci sù, dato che ancora oggi, dopo aver compiuto passi da gigante sulla maggior parte degli argomenti che riguardano il sesso, il tradimento è considerato un tabù. Un argomento sul quale non c’è flessione. Nessuna apertura. Nessuna disponibilità al dialogo.

Per dirla come un mio cliente siciliano: se io scoprissi il tradimento di mia moglie, se ne può anche parlare, ma zxxxx rimane. Sintesi perfetta di coloro che mostrano apertura e di quelli che ammettono un forte disagio sull’argomento.

Quindi sia che tu abbia le idee molto chiare in merito, come il mio cliente, sia che tu voglia esplorare insieme aspetti diversi del tradimento ti invito a leggere, a commentare e condividere questo post.

Anzitutto c’è da dire che è stato scritto un articolo assai interessante sul tradimento da Anna Momigliano, nel quale vengono dette un sacco di cose che ti invito a leggere. Per dovere di cronaca ti informo che questo link l’ho scovato tra i commenti e ho ritenuto, non solo utile, ma anche doveroso condividere  una cosa ben scritta.

Quando pensiamo al tradimento, parliamoci chiaro, tutti noi pensiamo solo a una cosa: a una relazione sessuale/affettiva che il nostro partner sta intrattenendo con un’altra persona.
È così, giusto?

Solo che il concetto di relazione sessuale o affettiva non è sempre così chiaro in tutti nello stesso modo.

– C’è chi pensa che flirtare su whatsapp non sia tradimento
– C’è chi pensa che una scappatella non abbia alcun significato e quindi sia giustificata
– C’è chi pensa che incontrare qualcuno una sera mentre sei lontano da casa da tempo non sia tradimento
– C’è chi pensa che se t’innamori va meglio
– C’è chi pensa: se vai con qualcuno che non conosco è meglio
– C’è chi pensa: non ti perdonerò mai
– C’è chi pensa: ma vediamo, dipende dal caso

Ognuno ha nelle sue mani un filo che segna un confine. Questo confine viene spostato di momento in momento non appena il pensiero cambia.

E potrebbe essere che da “oh mio Dio se mi tradisci con me hai chiuso” si passi a un graduale “ma vediamo”.
Non sto dicendo che è per tutti così, né che dovrebbe esserlo.  Ognuno segna la propria linea di confine e sceglie sempre quale versione della realtà ha più senso. Da lì in poi va a caccia di conferme che possano avvalorare la sua tesi.
Perché siamo fatti così, è normale. Cerchiamo le evidenze nel mondo esterno per avere conferma che, sì, la nostra realtà è davvero affidabile.
Ma cos’è il tradimento se non un mancato rispetto di un patto di esclusività?

Alcuni antropologi si spaccherebbero dalle risate. Nella storia ci sono state culture matrilineari (indigene per lo più) che incentivavano relazioni sessuali con uomini diversi e nelle quali non era un gran problema la libertà sessuale femminile. In Europa fino a non molto tempo fa era considerato normale che un uomo avesse delle amanti fuori dal matrimonio.
Dunque, l’esclusività sessuale è un fattore culturale. Anche se ci sembra la verità assoluta e l’unica possibile, è solo una delle tante.

Se fossimo nati in un altro contesto socio culturale forse la penseremmo diversamente, per dire. Per altro se fossimo meno esposti alla cinematografia statunitense, molto ma molto bacchettona sull’argomento, forse avremmo altre idee.

Dunque, torniamo alla nostra lista e a come le cose possono essere viste da punti di vista differenti. Prendo il primo punto a titolo d’esempio. Poi, capìta la logica, fate tranquillamente un “applica a tutte”.

Flirtare su whatsapp o fare i piacioni con altre persone senza che tutto questo poi confluisca in un’attività finalizzata al sesso. Ditemi, vi andrebbe bene?
Non penso. Anche i più liberali, l’idea che il proprio compagno si intrattenga piacevolmente con qualcun altro, potrebbe creare qualche piccola frizione.
Ma vediamo la cosa da i due punti di vista:
Chi flirta sente di essere nel giusto perché, di fatto, ha rispettato il patto di esclusività e, forse, pensa che non ci sia niente di male nel fare un po’ il ganella* con qualcun altro.
Dal suo punto di vista mettere un commento un po’ allusivo sui social o mandare quel messaggio un po’ border line non ha tutto questo peso.
Mentre chi osserva il proprio compagno fare il gallo cedrone dentro un pollaio potrebbe pensare che l’occasione fa l’uomo ladro e che alla prima vera opportunità partirebbe in quarta alla scoperta di nuovi lidi (scusate parlo con la mia coscienza di genere perché non riesco a fare diversamente).
Anche se nessuno ha fatto sesso con nessuno, il solo pensiero che esista la possibilità di un interesse alternativo genera la sensazione del tradimento.

Chi mette la linea?
Chi decide che il sexting può andare, mentre il sesso reale invece no?
Chi decide che se lo fa una volta sola passi, mentre se è seriale allora basta?
O il contrario di tutto ciò che ho appena detto?

Tutto è deciso e definito nella nostra testa e nel limite di tolleranza che abbiamo messo. Questa linea non è scritta sulla roccia né indelebile. I confini si spostano sempre sulla base delle intuizioni del momento.

Detto questo, non sono qui a dire che accettare tutto incondizionatamente è bene o essere troppo chiusi invece è male. Mica voglio fare l’inno alle coppie aperte o almeno non ci avevo pensato, ma se vi fa piacere fate pure.

Sto solo dicendo che le cose sono molto più profonde di quello che appaiono e un banale messaggio su un social mette le radici in un pensiero che sta a monte che forse vale la pena di prendere in considerazione e indagare, senza per questo prendere sul personale tutta questa folata di vento. Magari si possono scoprire cose nuove sul proprio partner e svelare insieme malintesi, fragilità o povertà in cui sometimes incappiamo.

E poi c’è la qualità della relazione a cui aspiriamo e che siamo disposti a donare gratuitamente. Applicare una tassa di proprietà sul corpo altrui non mi pare, ma forse mi sbaglio, il modo ideale per intraprendere una relazione d’amore incondizionato e gratuito.

Ma ne convengo, non tutti hanno in materia di relazioni, le stesse aspirazioni.

Ecco, questo è ciò che penso sul tradimento e non mi dite, vi prego, che la vostra esperienza è diversa e più teribile, perché quello è un altro capitolo.

* Termine coniato dal mio gruppo di amiche storiche: dicasi granella quel soggetto prettamente adolescente, che in preda all’ormone, simula finta sicurezza e spavalderia al solo scopo di irritare profondamente madri devote.

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