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Vivo sulle montagne russe, non sarò forse bipolare?

Hai mai avuto la sensazione di sentirti sulle montagne russe, oppure ti è mai venuto il dubbio di essere bipolare, incostante e un po’ strano?

Oggi voglio raccontarti di un’esperienza che mi è capitata e che mi ha mostrato, in tutta la sua semplicità, come l’essere incostanti o il sentirsi sulle montagne russe emotive sia del tutto normale ed è il segnale che siamo proprio vivi.

La bellezza

Passeggiando per la campagna intorno a casa, qualche giorno fa sono stata assalita da una strana e fortissima sensazione di benessere, meraviglia, serenità e gioia. No, non ho trovato un gratta e vinci milionario perso da chissà chi, e neppure mi si è parato davanti Luca Argentero; ho visto invece la vigna in autunno, i suoi meravigliosi colori che variavano dal verde al rosso, con splendide sfumature arancioni, gialle e marroni. L’aria era frizzante, il sole limpido e il profumo di muschio vibrava tutto intorno. Attorno a me c’era tranquillità e il silenzio risuonava tra un canto e l’altro dei temerari passerotti, o qualsiasi altro tipo di uccellini fosse, che ancora resistono a questa latitudine.

 

È stata una sensazione bellissima, in quel momento amavo tutto e tutti, avevo perdonato il camionista che mi aveva tagliato la strada poche ore prima, rischiando di trasformare me e la mia macchina in una frittella ripiena; avevo sentito ancora più forte l’amore di mio figlio che avevo lasciato a scuola poco prima; mi sembrava che tra il mio corpo e l’aria attorno non ci fossero confini, ero liquefatta, anzi evaporata e dissolta nell’etere, ma, attenzione, non era una brutta sensazione, tutt’altro, mi sentivo benissimo, a mio agio e al sicuro.

Il desiderio di trattenere

Mi sono chiesta se è stato quel panorama a farmi entrare in quello stato che oserei definire di meditazione o il fatto di essere in uno stato di meditazione, e quindi in assenza di pensiero razionale, – o comunque in uno stato in cui i miei pensieri erano molto rarefatti – mi abbia permesso di vedere e notare così intensamente suoni, colori, profumi e sensazioni della natura attorno a me. Credo sia un po’ la questione: è nato prima l’uovo o la gallina?.

Ormai sappiamo che l’assenza di pensiero o, per meglio dire, la presenza di un pensiero leggero, fluido a cui diamo poca attenzione, ci permette di andare oltre il nostro sé materiale ed entriamo in uno spazio dentro di noi più a contatto con la nostra vera essenza. In quello spazio abbiamo la grazia di vedere più nitidamente ciò che ci circonda e di assaporare il momento presente senza distrazioni di altro genere; grazie a quella lucidità la natura mi è apparsa così bella. In quel caso probabilmente la bellezza stessa della natura ha favorito la mia evaporazione, diciamo così; ma so che non può essere stata la natura, perché faccio quella strada tutti i santi giorni e un’esperienza del genere non mi capita molto spesso…

Il tormento

Infatti questa mattina ero un po’ nervosa, mi ero incaponita su una questione che non riuscivo a risolvere e ho pensato che farmi una passeggiata per sbollire avrebbe potuto essere una buona soluzione. Sono quindi tornata tra la vigna, nella speranza di recuperare quello stato idilliaco che avevo provato pochi giorni fa; ma nulla. I pensieri continuavano a frullare come uragani impazziti dentro la testa e proprio non volevano lasciarmi in pace, quindi sentivo freddo, il sole mi impediva di vedere dove andavo, notavo solo le foglie marce e scivolose sotto i piedi e sentivo le auto passare da lontano e addirittura qualche sirena; gli uccellini sembravano essere spariti, neppure un cinguettio.

Dopo un po’ ho deciso di rientrare in ufficio, ero particolarmente infreddolita e, se possibile, anche più nervosa di quando ero uscita.

[certo Monica, si era aggiunto il pensiero di fastidio per non aver ritrovato quella bella sensazione del giorno prima, e poi il senso di colpa per aver perso tempo, e poi la rabbia per non essere in grado di calmarti].

Quindi, direi proprio di potervi confermare che:

non è il luogo che crea la sensazione, ma è grazie ad uno stato di quiete e serenità che è possibile apprezzare o meno un luogo.

A riprova di tutto ciò, appena sono rientrata in ufficio, inaspettatamente tutto il fastidio e l’agitazione sono scomparsi, e io mi sono rimessa a lavorare tranquilla risolvendo tutto in poco tempo. Magia dite? No, mi sono solo distratta, non prestando più attenzione ai pensieri di fastidio.

Sono montagne russe, è bipolarismo o cosa?

Al solo ripensarci mi viene da ridere, se ci guardiamo bene è come se stessimo vivendo perennemente sulle montagne russe, prima andiamo giù giù e da lì sentiamo solo agitazione e non vediamo nulla di buono, poi andiamo su e ci sentiamo al settimo cielo, poi una pausa improvvisa nel mezzo, quando riprendiamo fiato e ci rendiamo conto di noi e del mondo intorno a noi e proprio nell’attimo in cui ci diciamo: che bello, vorrei sempre stare qui, il treno riparte e si ricomincia a salire e scendere.

Ma d’altronde, questa è la vita e se stessimo sempre fermi in uno stato di pace, quiete e serenità assoluta, inizierebbe a diventare monotona, non credi?

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