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Business Illuminato

Perché i Corsi di Formazione in azienda?

Per tanti problemi un’unica soluzione

Facciamo che questo post lo dedico a te, giovane imprenditore o dirigente delle risorse umane che fai dell’innovazione il tuo focus quotidiano.

Forse la tua azienda è appena uscita da un Hub o dalla fase di Start up e sei alla ricerca di qualcosa che possa aiutare te e le tue persone a viaggiare meglio.

Hai già pensato a della consulenza aziendale, ai corsi di formazione standard proposti dalla  Confindustria della tua zona ma pensi che non siano ancora abbastanza. Il corso di Comunicazione efficace che hai fatto era interessante ma non completamente utile a gestire la flessibilità che vi è richiesta ogni giorno, nella vita reale.

Io ti immagino giovane, almeno sotto i quarantacinque e dunque penso che tu sia cresciuto (non foglio fare del sessismo, se sei una donna converti le parole al femminile che è brutto nei testi vedere o/a al termine di ogni parola ambivalente) nell’ottica che le persone siano una delle tue principale risorse. Che siate in cinque o cinquecento non fa molta differenza: no persone no azienda.

E permettimi di allargare il concetto: no persone soddisfatte no azienda prospera.

I FATTI:

I fatti sono molto semplici: le persone felici producono il 12% in più di quelle che non lo sono. Questo non lo dico io, ma l’Università di Warwick che nel 2014 ha pubblicato grazie al dipartimento di studi economici una ricerca che puoi consultare qui  e che sostanzialmente dice che le persone con un alto grado di tranquillità mentale sono più efficaci rispetto alle altre.

In effetti sembra una conclusione logica che possiamo sperimentare ogni giorno anche sulla nostra pelle: tanti più pensieri per la testa abbiamo e meno produttivi siamo, giusto?

 

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Gli specialisti di Warwick hanno ragione. Le persone felici, non solo producono di più ma sono più in salute, appaiono più in forma, sono più brillanti e prosperano. Letteralmente. Hanno relazioni in salute e belle, galleggiano finanziariamente in comodità e sono impegnate.

Ora, caro imprenditore, mica penso che tu sia responsabile della felicità dei tuoi dipendenti, ma onestamente credo che sia nei tuoi interessi prendere in considerazione questo fattore e puntarci lo sguardo quotidianamente.

Ora andiamo sul concreto: cos’è la felicità?

La dottoressa Wiki anglosassone definisce la felicità  come uno stato mentale o emotivo di Benessere.

E io concordo con lei con un’unica differenza: le persone felici non sono coloro che non hanno problemi o che hanno una vita comoda. Le persone felici sono coloro che riescono a riemergere più velocemente di altre dal turbamento.

Sto usando la parola turbamento ma possiamo usare anche: noia, pessimismo, routines viziate, lamento, critica, rivalità, malumore, senso di rivalsa, egoismo e via dicendo.

Tutte questi stati d’umore che a volte diventano vere e proprie attitudini di vita, potrebbero rischiare di  rendere un luogo di lavoro davvero insopportabile.

E allora caro imprenditore, ciò che vorrei dirti è:

prima di pensare ai benefit, alle politiche di incentivazione o a fare la cena fuori che fa gruppo, pensa seriamente a offrire alle tue persone la possibilità di comprendere il valore di agire da una mente sgombra e libera da tutti quegli stati terribili di cui accennavo prima.

Non si costruisce niente di buono su pessime fondamenta. E questo a volte le persone coinvolte in una routines, o in ritmi molto stressanti tendono a dimenticarsene e compensare la pressione con “uscite” di scarso valore.

Se sei interessato a capire qualcosa di più  a proposito dell’Indagine sulla Felicità 2.0, contattami.

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