Leggi che ti passa

Lettura Estiva: Mangia Prega Ama

Mi sono domandata a lungo se fosse il caso di parlare di Mangia Prega Ama.

Non è certo un libro che ha bisogno di essere recensito. Vuoi che è del 2007, vuoi che ha avuto un successo talmente tanto universale da oscurare totalmente il lavoro postumo dell’autrice, di Mangia Prega Ama ne hanno sentito parlare tutti. E come tutti i libri dal successo galattico o lo ami o lo odi.
Io lo amo.
Per questo ho pensato che potesse interessare tutti coloro che si aggirano per queste pagine. Elizabeth Gilbert non ha certo bisogno di pubblicità ma voi forse, potreste aver voglia di un libro come il suo.
Premetto che io ho letto quasi tutto della Gilbert, ma questo gente, gli è uscito in grazia di Dio, perché non solo ha un bel contenuto, ma è scritto e organizzato proprio bene.

 

Mangia prega ama

di Elizabeth Gilbert

Editore: Bur Biblioteca Univ. Rizzoli • Formato: Cartaceo ed Ebok • Prezzo: 10,20 – 6,99 • Pagine: 376 • Data di Uscita Italiana: Maggio 2013

TRAMA: Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia, dove impara l’arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l’Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. “Mangia prega ama” è la storia di un’anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.

Ho letto il libro la prima volta 7 anni fa. Un periodo abbastanza duro per me. Non c’era niente che non andasse ma mi sentivo esattamente come Liz, chiusa dentro una morsa.
E alcuni passaggi del libro mi hanno fatta respirare e mi hanno dato speranza, altri ancora mi hanno fatto ridere e fantasticare.
Non so come sarà per voi leggere questo libro ma prima di farlo vi devo dare un paio di avvertimenti:

1. Assolutamente e vorrei sottolinearlo ma poi sennò il mio content manager mi mena, leggete prima il libro e poi guardate il film. Questo è il principio che regola tutto il mondo cinematografico e so che lo sapete. Ve lo dico nel caso non resistesse alla tentazione di vedere mezzo nudo Javier Bardem, che Dio mio, grazie.
2. Iniziate a seguire sui Social Elizabeth Gilbert solo dopo la fine della lettura. Fidatevi di me. Io la seguo da un paio di anni e se la incontrassi le vorrei chiedere un paio di cose. Quindi voi nel dubbio, godetevi la lettura e poi dopo se proprio non ne potete fare a meno, seguitela. Poi però sentiamoci, che magari ci orientiamo meglio.

E poi per dire, questo è un libro perfetto da ombrellone, perché è formato da tanti piccoli capitoletti che sono così scorrevoli che fa effetto ciliegia, una tira l’altra. E dentro c’è il viaggio, il piacere, la spiritualità and then, l’amore. Quello che ti prende, ti svuota e ti riempie di nuovo. Roba che dopo, nel caso tu sia una fan, ti passerà per la testa sicuro come il sole, “ma cinquanta sfumature de che?”
E poi, non c’è che dire, genio assoluto nell’organizzazione delle sezione e dei capitoli di cui leggerete nella prefazione che lei ha intitolato la centonovesima perlina. Da applauso.

Non so come si possa sopravvivere a un libro così, come autore intendo. Ma credo che lei ce l’abbia fatta.
Ha scritto ancora e l’ultimo libro l’ha introdotta direi quasi definitivamente in quel giro di autori ispirazionali che fanno il solco da Oprah. Che anche lei, diciamolo, è un bel pezzo da 90.

Non ho molto altro da dire, in questa recensione, perché ho la sensazione che entrando nel merito vi svelerei la trama o alcuni passaggi salienti che servono per dare il contesto emotivo a tutto il “viaggio”.
Allo stesso tempo, per darvi un’idea generale della direzione di questo libro, vorrei citare le ultime cinque righe dei ringraziamenti finali che io avevo sottolineato con forza e con tre matite diverse.

Forse, tuttavia, dovremmo rinunciare a cercare di sdebitarci con chi ci ha aiutato nella vita. Forse sarebbe più ragionevole arrendersi davanti alla miracolosa, illimitata grandezza della generosità umana e limitarsi a dire solo grazie, eternamente, sinceramente, finché abbiamo voce.

E con questa vado a fare un dolce, che oggi è il 25 Aprile e mi aspetta una giornata di Barbecue con gli amici, che qui in Italia ma forse anche nel resto del mondo, è il modo migliore per esprimere gratitudine e senso di festa.

Buona lettura e dai, smettete di fare i pigri e commentate.

    1 Comment

  1. Leggerti è sempre un piacere ma quando scrivi così è uno spasso. Ho letto il libro è visto il film ma mi hai fatto venire voglia di rileggerlo… E, visti gli ultimi eventi, forse è arrivata l’ora di scriverne uno anche per me. Grazie

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