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ScoperteDalMondo

L’Oceanario di Lisbona e le Altre Bellezze

Ultima chiamata per tutti coloro che ancora non sono stati a  Lisbona e per  quelli che stanno valutando di andare ma che ancora non hanno fissato il volo.

Questo lo giuro, è l’ultimo post del mio racconto di questa bellissima città, che mi ha ipnotizzata e stregata come il brucaliffo in Alice nel paese delle meraviglie. Sì lo so, avevo annunciato quattro articoli, cioè uno al giorno ma poi le giornate sono state talmente intense che la sera arrivavo giusto alla doccia e poi sprofondavo in un letto comodo e pulitissimo.

Quindi vi accontenterete, spero dei tre post che ho scritto.

Se state pensando di andare a Lisbona, mettete in conto di andare all’Oceanario un posto magnifico in cui ho potuto godere del contatto, se così si può dire, con pesci che nella mia vita non ho mai visto dal vivo.

Dalla Stazione di Oriente sulla linea Rossa (che è particolarmente bella e moderna) si arriva in una decina di minuti all’acquario più grande di Europa. E’ dedicato agli oceani e lo scopo di questo posto meraviglioso è sensibilizzare le persone alla vita oceanica e ispirarle.Con me hanno assolto alla loro missione!

Sono rimasta a bocca aperta per quasi tutto il tempo e credo di aver fatto qualcosa come un centinaio di foto.

Ho visto di tutto, cavallucci marini, squali, mante, il pesce pagliaccio e il pesce chirurgo blu che naturalmente per noi occidentali sono NEMO e DORY. E non vi dico la gioia.

Ma poi le stelle marine, che sono tantissime, diverse e bellissime.

Se viaggiate con i bambini è praticamente obbligatorio, se siete adulti è vivamente consigliato nel caso vogliate lasciarvi ispirare dalle creature marine.

Vi consiglio di arrivare in apertura e fare i biglietti alle macchinette automatiche che sono posizionate all’ingresso, perché la fila è sempre abbastanza lunga. Per risparmiare tempo potete scegliere di farli on line sul sito  e se lo volete potete riservare delle visite guidate.

Un panino veloce alla stazione d’Oriente e poi via, in direzione del Castello di San Giorgio. Esperienza Super. L’unico dramma: la fila per entrare. Se arrivate nel pomeriggio mettete in conto un’ora almeno e fate il possibile per arrivare in tempo per partecipare alle visite guidate che sono incluse nel prezzo del biglietto. Nel mio gruppo eravamo solo in due e io non me ne capacito. Ho imparato più in quei trenta minuti di spiegazione che leggendo qua e là sulle varie guide che mi ero portata dietro.

Naturalmente c’è da adattarsi perché l’italiano non è proprio contemplato.

Insomma ecco, quel che ho capito dalla visita del castello dalla mi guida spagnoleggiante è che tutta l’area non è mai stata espugnata dai nemici e il palazzo è rimasto senza un graffio per tutti i secoli della battaglia tra gli islamici e cattolici ( anche se poi a un certo punto i cattolici con una manovra politica ce l’hanno fatta) per poi crollare durante il terremoto del 1755.

Deve essere stato un brutto giorno quello. Il primo di Novembre mentre le persone erano serenamente radunate in chiesa per la funzione di Ognissanti, violenti scosse abbattono la città in un effetto domino clamoroso. Senza contare poi lo tsunami che si è portato via tutti i superstiti che si erano riversati nell’unico ampio spazio ampio della città sulla riva del fiume Tago.

La mia guida mi ha anche raccontato che il Portogallo e in particolare Lisbona risente tantissimo dell’influenza islamica e quasi tutte le chiese erano in antichità moschee, riadattate in seguito.
Io l’ho trovata una cosa curiosa.

Proprio perché questa storia mi aveva colpito sono andata a visitare la Chiesa de Carmine (igreja de Carmo). Dopo il terremoto hanno restaurato solo l’abside e il resto l’hanno lasciato totalmente senza tetto, tipo la chiesa di San Galgano in Toscana.
E’ uno spettacolo grandioso e merita passare del tempo in queste rovine così ben tenute e conservate.

Io per dire oltre ché vedere il museo archeologico ho sostato lì una mezz’oretta a leggere e simpatizzare con il cielo che mi sovrastava.

E poi da lì, due passi e sarete al Bairro Alto che un aperitivo a base di Sangria di ginjiha, dopo tanta cultura, ci sta sempre bene.

E poi il popolo portoghese è veramente aperto e cordiale. Io mi sono trovata proprio a mio agio per le strade e non mi sono mai sentita spersa o isolata. Sono stati davvero quattro giorni, belli, luminosi e appetitosi, praticamente l’apoteosi.

L’unica nota negativa, se posso, è la disorganizzazione del sistema di ticketing dei musei e delle opere pubbliche. Se si vuole visitare qualcosa nel mezzo del giorno, l’oretta di fila non manca mai.

Comunque, io se fossi in voi, sto famoso biglietto lo prenderei proprio.

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