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Cosa posso fare se sto attraversando una crisi di coppia?

Un lettore in cerca di aiuto mi ha chiesto consiglio su come affrontare una crisi di coppia, la sua ragazza gli ha chiesto una pausa di riflessione.

Questa è la mia risposta, nella speranza che possa aiutare non solo lui, ma anche chi di voi si trova ad affrontare un momento simile con il proprio partner o la propria fidanzata.

Caro amico,

non sono nella posizione per dare consigli su cosa fare in questo momento in cui la tua compagna ti ha chiesto una pausa di riflessione, ma so che dentro di te e di qualunque essere umano, al di là della cortina di pensieri di paura e di dolore che ora ti avvolgono, sai esattamente cosa fare.

Io non sono te, non sono nella tua situazione anche se ne ho vissute di simili, ogni istante  è unico e irripetibile e non è detto che ciò che ha funzionato per me, valga anche per te o ciò che ha funzionato per te in un’occasione simile, non necessariamente funzionerà anche questa volta.

Quindi, vorrei solo condividere con te la mia storia, augurandomi che possa darti qualche idea in più e soprattutto possa aiutarti a fare un passo indietro e riguadagnare una maggior prospettiva su tutta la situazione. A quel punto la saggezza che è dentro di te, troverà uno spazio per farsi sentire.

La mia crisi

Circa 6 anni fa, un paio di anni dopo la nascita di mio figlio, ero una donna in carriera, manager tra gli uomini, lavoravo 12 ore al giorno di media. Attorno a me c’erano impiegate per le quali ero un punto di riferimento,  direttori e manager  a cui dovevo rispondere del mio operato e di quello di tutte le colleghe dell’ufficio, cliente pretenziosi e fornitori inadempienti.

A casa avevo un figlio in salute e fantastico e un marito che definirei santo. Mi amava, si prendeva cura di me e del bambino con dolcezza e pazienza, lavorava tutto il giorno e quando arrivava a casa non si risparmiava, essendo sempre pronto ad aiutare, giocare, coccolare, ascoltare quando ce n’era bisogno.

Io ero estremamente tesa, stanca e insoddisfatta. Il lavoro mi toglieva un sacco di energie e a casa vedevo solo le cose da fare che si accumulavano.

Se mio marito mi parlava, gli chiedevo silenzio, se non mi parlava mi lamentavo della mancanza di comunicazione tra noi, se facevamo sesso mi sembrava che fosse poco piacevole, se non lo facevamo pensavo fossimo diventati estranei.

Al lavoro cercavo di essere sempre perfetta, di far funzionare tutto a meraviglia, di essere brava in tutto, simpatica sempre, la più efficiente, impeccabile, con la risposta pronta, disponibile… mi stancavo una sacco ed ero molto stressata.

Ad un certo punto ho iniziato a pensare che i miei problemi fossero nella mia vita domestica, dato che i momenti vissuti a casa erano routinari, io ero sempre nervosa e stanca e quindi non mi divertivo.

Il bisogno di una pausa di riflessione

Ho iniziato a credere che fosse mio marito troppo pressante, che la sua calma fosse apatia, che la sua pazienza fosse menefreghismo e che i suoi tentativi di aiutarmi a stare meglio o le sue richieste su come stavo fossero il motivo per il quale mi sentivo oppressa ogni volta che ero accanto a lui. Gli ho chiesto spazio, cioè gli ho chiesto di non insistere nel voler sapere cosa mi passava per la testa, gli ho chiesto di lasciarmi fare senza giudicare, gli ho chiesto di lasciarmi libera, gli ho chiesto una pausa anche se di fatto abbiamo continuato a vivere insieme. Lui lo ha fatto, continuando ad amarmi e comprendendo che in quel momento stessi passando un brutto periodo.

La cosa è andata avanti un po’, qualche mese. Mesi in cui ero arrivata persino a pensare di lasciarlo, lasciargli il figlio, dato che lo amava tanto e andarmene. Solo da sola senza zavorre pensavo di poter finalmente tornare ad essere felice e poter esprimere tutto il mio potenziale.

Le vacanze

Poi siamo andati in vacanza e dopo qualche giorno ho iniziato a dimenticare l’ufficio e a rilassarmi. Al termine della prima settimana sono riuscita a spegnere il telefono e ho iniziato a godermi le giornate riscoprendo la mia gioia di stare con me stessa, con la famiglia, con mio figlio e con mio marito. In poche parole ho riscoperto la mia gioia di vivere, di essere me stessa e non la donna in carriera, di essere un semplice e ordinario Essere Umano.

Poi, verso la fine della terza settimana, ho iniziato ad avere paura di tornare al lavoro e lì, in quel momento, ho capito.

Faccia a faccia con la realtà

Ho capito che mio marito non c’entrava nulla con la mia sensazione di malessere, che non era lui il problema. Non era neppure il mio lavoro la causa.

Il problema era il modo in cui io pensavo a me, alla mia vita e al mio lavoro.

Mi sentivo obbligata a rimanere al lavoro fino a tardi, ma in realtà non lo ero.

Mi sentivo obbligata a dover essere sempre la numero uno, quella brillante, quella allegra e simpatica, ma non era vero.

Mi sentivo obbligata a dover essere un certo tipo di moglie, ma mi sbagliavo. Lui in mille modi mi aveva mostrato come mi amasse a prescindere, ma io non lo vedevo.

Grazie a questa realizzazione ho potuto trovare un nuovo equilibrio al lavoro e recuperare il rapporto con mio marito… Le cose sono andate a posto in modo naturale, senza sforzo. Il mio pensiero era cambiato e di conseguenza tutto il resto ha seguito una strada diversa.

Ti ho raccontato questa storia per dirti due cose:

1) Ognuno di noi vive sempre e solo le emozioni generate dal proprio pensiero, che è arbitrario e assolutamente inconsapevole nella maggior parte del tempo. Oltretutto quando siamo stanchi tendiamo a dare forza a pensieri più spiacevoli che non ci appartengono, ma che crediamo veri.

Tu stai sentendo dolore perché hai pensieri di dolore. I pensieri li crei tu, non sono la realtà, ma uno dei tanti modi in cui puoi pensare alla realtà.
La tua ragazza vive nel proprio pensiero, che crea lei, in modo arbitrario e inconsapevole, sente e vede come vero, ma in realtà è solo uno dei tanti pensieri che potrebbe fare sulla situazione.

2) Dentro di noi ognuno ha una saggezza innata, inesauribile e onnisciente, che emerge e che possiamo sentire più facilmente quando siamo quieti, tranquilli, riposati. Quella saggezza è la nostra guida oltre che la nostra essenza. Quella saggezza sa cosa è veramente giusto per noi fare in ogni istante.

 

Perciò caro amico, non posso dirti cosa fare in questo momento di crisi con la tua compagna, ma so per certo che dentro di te la saggezza è in grado di guidarti e so anche che la potrai sentire, non appena  quella cortina di pensieri agitati che tu stesso hai creato si diraderà.

Ti saluto con affetto.

A presto

Monica

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