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Il Mio Ultimo Anno a New York

Ho conosciuto Annalisa per caso e a dir la verità non l’ho proprio conosciuta di persona. Però è come se lo avessi fatto.

Lo scorso Aprile, mentre stavo uggiosamente passando una serata in famiglia, vidi sulla mia bacheca Facebook (sì perché a un certo punto ero talmente annoiata che presi silenziosamente il telefono dalla tasca e feci il piccolo resume social della giornata) una notizia di una pagina che non conoscevo e che m’incuriosì.

Tornai a casa e con maggiore calma notai la pagina Facebook  era dedicata a New York (città che sogno una notte si e una pure) e dietro a tutti i video, le foto e gli articoli c’era una ragazza molto carina che mi stava catturando. Mi sembrava la persona perfetta con cui conversare a Buonsenso Cercasi, le scrissi e lei accettò subito.

Studiai tutto il blog, vidi i video e m’interessai a lei per capire un po’ meglio chi fosse, cosa facesse ma soprattutto perché? Cosa muoveva questa giovane donna a fare quello che stava facendo?

Prima della diretta, decisi che sarebbe stato meglio sentirci, per entrare un po’ in sintonia e approfondire meglio la nostra conoscenza. Ovviamente, come quasi sempre, le persone dal vivo sono estremamente più sorprendenti della loro versione virtuale. Annalisa era molto di più di quello che avevo letto.

Per come la vedo io e non credo di sbagliarmi, Annalisa Menin, veneta di nascita ma ormai cittadina americana da Luglio,  è una ragazza che ha vissuto la sua vita, ha preso le sue scosse e si è rialzata.

Ha creato un blog in cui scrive di sé e della sua vita negli States chiamato Il Mio Ultimo Anno a New York e la pagina Facebook che giorno per giorno sta crescendo e regalando spazi di grande speranza per chi legge. Ma anche intrattenimento e curiosità verso un modo di vivere così differente al nostro o almeno in apparenza.

Perché poi lo sappiamo tutti che gli esseri umani, alla fine, funzionano tutti nello stesso modo.

Però, devo dire che è divertente seguirla nelle sue live per la città, vedere lo skyline di Manhattan e il sole che nasce e tramonta dalla sua piccola terrazza ubicata a non so quale piano di un palazzo gigantesco di Long Island City.

E poi Annalisa c’è. Nel senso che non se la tira per niente ed è sempre disponibile. Persino quando in radio mi avevano configurato male i microfoni e abbiamo dovuto “buttare” un’intera diretta, non si è rammaricata più di tanto ma ci siamo volute concedere il Bis, affinché l’intervista rimanesse on line e potesse essere ascoltata anche in podcast.

Lei si racconta così

Ciao a tutti, mi chiamo Annalisa, per tutti semplicemente Anna. Sono una blogger e copyrighter. Scrivo sul mio blog “Il Mio Ultimo Anno a New York” e faccio la consulente per marchi di moda. Mi occupo di branding ovvero di definire (o ri-definire, a seconda dei casi) la loro essenza, di riscrivere la loro storia insomma, rimanendo sempre fedele al loro heritage. Scusate, ormai qui parlo mezzo americano! Vivo a New York da quasi 12 anni e a breve sarò in Italia per seguire il lancio del mio primo libro, che ha lo stesso nome del blog “Il Mio Ultimo Anno a New York”. Posso svelarti la data di pubblicazione ufficiale: il 9 febbraio 2018… ci siamo!

Le mie scosse e le mie rinascite

Nella mia vita ho avuto due momenti in cui ho avuto un nuovo inizio, entrambi in coincidenza con tappe importanti della mia vita. Ho compiuto i 18 anni su un letto di ospedale, dove sono stata per più di 5 mesi a causa di un brutto incidente stradale: entrambi gli arti inferiori rotti, emorragia interna, protesi al bacino… insomma, una bella botta per dirla in dialetto veneto! E poi il giorno dopo il mio 30mo compleanno, quando ho perso mio marito Marco. In entrambi i casi, con tempi e modalità molto diverse, ho dovuto pian piano rimettermi in piedi e ricominciare. Nel primo caso, letteralmente. Ma grazie a Dio ero giovanissima, piena di spirito, e con due genitori fantastici che mi hanno seguita molto. Nel secondo caso la rinascita e’ stata molto più lunga e complessa. È tutt’ora in atto per come la vedo io, ma di certo vedo la luce nel fondo del tunnel.

Cosa ho capito e cosa voglio fare

Mi sono resa conto che non abbiamo tanto tempo. I primi due anni dopo la scomparsa di Marco sono stata immobile. Non sapevo cosa fare. Ero persa. La vita è andata avanti ed io non ne ero più la protagonista. Ad un certo punto è scattato qualcosa in me e mi sono detta che non mi sarei fatta sconfiggere. Che non avrei lasciato le cose cosi’. E allora ho iniziato a scrivere sul mio blog, intanto buttavo fuori su carta le mie emozioni, che poi sono diventate parte del libro. Il resto è venuto tutto da sé, con tanto lavoro, dedizione e sacrificio. Ci tengo a dare speranza agli altri proprio perché c’è stato un momento in cui io non ne avevo più. In cui pensavo che non ce l’avrei fatta a ripartire… e invece, eccomi qui 4 anni dopo, più forte di prima. “What doesn’t kill you makes you stronger”, diciamo qui negli States. Quello che non ti uccide ti rafforza. Non mollo, più alto è l’ostacolo, più io salto.

La mia nuova direzione

Ciò che desidero più di tutto è  che continui così. Apprezzo appieno i momenti della vita come questo, dove tutto va. La vita è un sali scendi. Ti da e ti toglie. In questo momento mi sta dando molto, dopo avermi tolto così tanto. E allora mi godo l’attimo con un gran sorriso, certa che al prossimo momento difficile sarò un po’ più preparata, meno spaventata, ancora più impavida. Spero di poter continuare a fare questo lavoro che adoro e ad ispirare nel mio piccolo tanti giovani uomini donne.

Annalisa ha creato molto e io la stimo per questo. E non solo perché mi porta nelle strade di New York e mi fa entrare nei luoghi che io stessa visiterei se fossi lì, ma anche perché intuisco che dietro tutte quelle immagini di Skyline pazzeschi c’è una persona che vive la sua vita sapendo essa dà ed essa toglie. Questo contraddistingue, secondo me, le persone che dopo un impatto, sono sopravvissute e rialzate con dignità.

Grazie Anna, per queste parole, appena il libro sarà pubblicato lo leggerò.

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