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Quanto potere hanno le parole?

Qualche giorno fa, chattando con la mia amica Elisa su whatsapp, abbiamo intrapreso una conversazione piuttosto profonda sulle tematiche più utili da proporre ai bambini attraverso i libri.

Il tutto è partito da una proposta editoriale appassionata e consapevole che ho ricevuto. L’obiettivo del testo, ben scritto e corredato di illustrazioni originali e calzanti, era quello di insegnare ai bambini che le parole possono nuocere a chi le riceve, soprattutto quando esprimono un giudizio.

Ho sentito corretto rifiutare il testo così com’era, rimanendo disponibile a lavorarci su per cambiare leggermente il messaggio. Questa la mia motivazione:

Sono convinta che ognuno di noi si lasci influenzare dalle parole altrui, solo perché non riconosce la vera natura del pensiero che le ha generate e non riconosce la vera natura del proprio pensiero. Ovvero, la persona che pronuncia delle parole crede al proprio pensiero di quel momento, che lui stesso ha generato, la persona che le riceve/ascolta attribuisce a quelle parole un significato, che tra l’altro non necessariamente è lo stesso di chi le ha pronunciate. Ognuno di noi sta male o si sente in un determinato modo non a causa dell’altra persona o di cosa gli viene detto, ma del proprio personale pensiero che fa e a cui crede.

Questo l’antefatto. Condividendo questa mia scelta con Elisa ne è emersa la seguente conversazione.

Il testo in sé purtroppo andava in una direzione che per me è fuorviante, il messaggio che quello che ti dice un’altra persona ha valore e può farti male è  pericoloso. Cioè autorizzi i ragazzi a credere che se qualcuno gli dice brutto ciccione ha senso starci male.

 

Credo che in realtà volesse essere un monito a non etichettare, nemmeno per scherzo. Una sorta di educazione alla gentilezza.
Io lo leggevo al contrario
Perchè è vero quello che dici tu, che la percezione dipende da quanto peso dai tu alle cose che ti vengono dette, ma sono prese di coscienza che arrivano col tempo e con tanta pratica. Sbaglio?
Per esperienza ho visto che non serve tanta pratica quando comprendi il valore del pensiero in sè.
I bambini da piccoli lo sanno, poi sentono noi adulti che ce la prendiamo per quello che ci viene detto e assumono che il pensiero e quindi la parola che lo esprime, abbia tanto valore… ma se tu comprendi che il pensiero non è altro che aria fritta alla quale sei tu a dare un valore e soprattutto quel valore preciso… sei LIBERO e a qualsiasi età.
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Una cosa non esclude l’altra.

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È un discorso lungo. Perchè il tutto sta sulla scelta che vogliamo fare: curiamo il sintomo o curiamo alla radice? Se curiamo il sintomo, sia a livello fisico che mentale rischiamo di dare messaggi fuorvianti al corpo/mente, se curiamo alla radice, è forse meno immediato, ma risolutivo. 
 
Un bambino e in generale un essere umano se si sente calmo, tranquillo e al sicuro non dirà mai delle brutte parole ad un altro, non lo offenderà volontariamente. Il bambino, se non è calmo e tranquillo o è perchè subisce danni fisici (e anche in quel caso il tutto passa attraverso al pensiero, anche se è veramente difficile vederlo) o perchè crede al suo pensiero che gli da la sensazione di agitazione/paura/… Quindi se io mi concentro sul far comprendere al bambino la natura del pensiero e in questo caso specifico che le parole dette da altri, non possono ferirlo, a meno che non sia lui stesso a dargli quel significato, lui sarà automaticamente calmo e tranquillo… Detta proprio male e spicciola.
I ragazzi nei carceri minorili che hanno assassinato qualcuno, quando capiscono che lo hanno fatto perché hanno creduto al loro pensiero di quel momento che gli diceva che solo così sarebbero stati meglio… o che era giusto fare in quel modo, hanno cambiato vita immediatamente dopo questa realizzazione.
Per cambiare un uomo non serve convincerlo, basta mostrargli un mondo nuovo e lui cambierà da sé.
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In linea di massima sono d’accordo con te.

A smantellare i pensieri negativi è bene iniziare presto.
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I pensieri non sono né positivi ne negativi, sono neutri fino a che noi non gli diamo valore… e quando capiamo che di per sé non sono nulla… non possono ferirci.
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Difficile per chiunque.

In un mondo perfetto si, ma…
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Fino a che non la comprendiamo sembra difficile… poi, una volta compresa la reale natura del pensiero, tutto questo diventa naturale.
Poi ci sono sempre le volte in cui te ne dimentichi, ma rimarrai in uno stato di basso umore sempre meno e sempre più raramente.
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#iostoconlagentilezza

È decisamente un appoccio più efficace il tuo, ma è complesso
e renderlo virale lo è ancora di più.
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In USA sta già diventando virale e da qualche anno questa consapevolezza ha iniziato a spandersi a macchia d’olio in tutto il mondo. Io ci credo che possa diventare virale, perché il benessere è contagioso!
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Verissimo.

Nel frattempo però insegnamo ai figli a rispettare il prossimo.

Anche questo è agire sul pensiero.
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I figli rispettano il prossimo se noi stessi lo rispettiamo e se imparano ad ascoltare loro stessi e non ciò che li circonda (vedi tv-videogiochi-politici che fanno a scazzottate in parlamento-e tanto altro).
Se permettiamo loro di ascoltare ciò che intimamente e profondamente sentono e abbiamo fiducia nella loro saggezza innata, svilupperanno  in modo naturale comportamenti rispettosi… dobbiamo togliere pensiero e non aggiungerne.
Ridare alla loro essenza il ruolo guida. Lì sono e siamo noi tutti puro amore.
Non c’è da aggiungere nulla, c’è da togliere ciò che hanno e abbiamo imparato di fuorviante. Ridare al cuore il compito di guida.

Entrambi i punti di vista partono dal desiderio di portare più Amore e Pace, semplicemente partendo da due punti di vista diversi. Ho riportato questa conversazione non per rimarcare un punto di vista piuttosto che un altro o decidere quale dei due sia il più valido, ma solo come spunto di riflessione.

Riflettendo profondamente e a mente lucida su questi argomenti, credo che prima o poi la saggezza innata insita in ognuno di noi ci porterà a trovare la nostra personale soluzione.

Non mi resta che augurarvi buon cammino e se volete farlo insieme a noi, iscrivetevi alla nostra newsletter!

Io ed Elisa andiamo a mangiarci un gelato, sperando che il sole non venga offuscato dalle nuvole proprio ora, ci piacerebbe al nostro ritorno leggere i vostri commenti qui sotto!

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