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Rallenta, il tuo sogno ti raggiungerà

Tra gli scaffali delle librerie e delle biblioteche spesso si incontrano sognatori e sognatrici, ma anche su quegli scaffali ci sono i sogni di ex-sognatori ed ex-sognatrici, che hanno realizzato ciò che sembrava impossibile.

Leggere fa bene, dicono in tanti. Anche scrivere può essere di grande aiuto ed Elisa Cattini ce lo racconta nel suo stile unico, poetico e traboccante di emozioni.

Leggi questa meravigliosa testimonianza di Elisa, che ci racconta come da un evento apparentemente traumatico è nato un sogno e come quel sogno si è trasformato in realtà.

Nessuno mi ha insegnato a sognare e solo di recente ho compreso che è giusto così.

Dopo aver rimproverato i miei genitori per anni di avermi raccontato un sacco di frottole su quali fossero le scelte giuste per una vita serena, ho finalmente realizzato che  sognare è una cosa così personale che è impossibile da spiegare.

Si impara da soli. È qualcosa che ti raggiunge.

I miei sogni sono nati da un trauma. Quasi quarantenne conducevo una vita normale, un lavoro a contatto con le persone che mi permetteva di conoscere e crescere attraverso le mie e le altrui esperienze, un compagno, una casa, un cane. Un involucro di serenità apparente che ad un certo punto si è rotto nelle fondamenta e scavando tra le ragioni di questo crollo qualcosa di prezioso è venuto alla luce.

Quel qualcosa era la mia passione per la scrittura.

È stata dapprima un forma di terapia. Mettere nero su bianco i pensieri mi aiutava a fare ordine.

E riordinando ho scoperto cose di me che giacevano nascoste in qualche piega dell’anima.

Sono uscite prepotenti e nemiche. Ho messo in discussione tutto ciò che mi dava sicurezza e ipotizzato che forse non era poi tutto così perfetto.

Ho allenato lo spirito, praticato con passione l’attività di volontariato che mi ha vista coinvolta fino a pochi mesi fa e per 9 anni, ho provocato le emozioni assumendomi ogni volta il rischio di non saperle gestire e ho scritto.

Scritto di tutto, scritto su tutto.

Ho versato lacrime su fogli che poi si sono asciugati alla luce di una nuova felicità conquistata a fatica.

E li ho scoperti stropicciati e imperfetti. Insomma, bellissimi.

Miei.

In questo lungo peregrinare ho trovato persone che mi hanno presa a braccetto e alle quali ho raccontato di questa mia passione sempre più grande. Alcune di queste già amiche, altre che lo sono diventate camminando e cosí, nuovi progetti hanno preso forma.

Due corsi di scrittura, alla fine dei quali ho pubblicato la mia prima antologia di racconti.

E il sogno stava crescendo anche se in verità pensavo sarebbe finita lì. Quando poi, negli anni successivi, è arrivato Leonardo, tanto desiderato e cercato e con lui la nascita di due pubblicazioni nuove. Due libri per bambini, i miei pensieri e le mie emozioni scritte in rima magicamente  illustrate da una grande amica e a servizio dell’infanzia.

Il sogno correva.

 

L’anno dopo, cavalcando l’onda dell’ispirazione, è nata l’idea di un testo per bambini più grandicelli che narra di un tema a me molto caro: l’integrazione, le diversità, la necessità di educare i figli a rispettarne i valori e ad aiutare adulti e piccini a comprenderne le dinamiche.

E pur essendo già così tanto, non era ancora finita.

Alcune delle storie che mi erano state raccontate e che avevo custodito gelosamente e nemmeno tanto nascosto, le sentivo troppo preziose per non condividerle  e offrirle a un pubblico. Ero solo in attesa dell’idea che facesse da collante e accadde per caso, in lavanderia e nell’attesa che il ciclo di asciugatura del bucato si concludesse.

In tre mesi è nato il mio romanzo, Vite a gettoni Un rosario di piccole e grandi storie da sgranare, alcune delle quali vissute, altre in parte inventate ma ognuna di esse con una verità dentro che volevo tanto raccontare.

E oggi il mio romanzo è pubblicato, acquistabile in tutte le librerie.

Questi sogni ne hanno generati altri, hanno sbaragliato paure, dissolto ansie così radicate da lasciarmi un senso di smarrimento prima e di leggerezza poi.

Mi ritrovo spesso stremata, stanca e sopraffatta dalla miriade di conseguenze che la realizzazione di un sogno si porta dietro, ma mai per un attimo mi sono pentita di aver creduto in ognuna delle piccole scintille che ho acceso.

È che a volte non serve rincorrere i propri sogni ma solo rallentare per lasciarsi raggiungere.

  

Si, rallentare spesso permette ai nostri sogni di raggiungerci, alla nostra mente di schiarirsi e alla nostra saggezza di essere ascoltata.

Spesso, proprio come dice Elisa, ci vuole coraggio a togliere l’involucro , spesso abbiamo paura di fare i conti con i nostri desideri autentici e con i nostri sogni più profondi, perché comportano cambiamenti che nella nostra fervida immaginazione rischiano di destabilizzarci. Ma il senso di libertà e di pienezza che si respira una volta che l’involucro viene tolto non ha prezzo.

Da quando ho però visto di che materiale è fatto quell’involucro, ho smesso di avere paura di guardare cosa ci stava sotto. Vuoi saperlo?

Quell’involucro è fatto di pensiero, è fatto di idee, pregiudizi, convinzioni, dogmi, regole, abitudini che abbiamo smesso di mettere in discussione e abbiamo iniziato dapprima a considerare buone idee, poi verità, più tardi ancora verità assolute e col passare del tempo si sono trasformate in prigioni reali dentro alle quali ci siamo costretti inconsapevolmente.

Non serve aver fatto grandi cose, tutti noi abbiamo vissuto e continueremo alle volte a farlo, giorni, momenti, in cui ci siamo sentiti obbligati in una situazione, dove ci pareva non avere altra soluzione o anche solo che tutto fosse così, fermo e immutabile.

Eppure, se solo togliamo il pilota automatico e iniziamo ad essere più consapevoli di noi stessi, possiamo vedere che ad imprigionarci è il nostro pensiero di quel momento e non sbarre di ferro reali.

La testimonianza di Elisa e di come un evento apparentemente doloroso le abbia permesso di scoprire una passione e trasformare un sogno in realtà è una brezza di aria nuova che potrebbe portarti qualche nuovo pensiero e allora ti invito a scrivere, proprio come ha fatto lei e a mandarmi la tua storia, le tue riflessioni, i tuoi dubbi o le tue domande.

Scrivi e sarò felice di leggerti e risponderti!