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Buone Decisioni come prenderne Senza l’Aiuto della PNL

I corsi di autostima e comunicazione efficace non faranno di te una persona più felice di quanto tu lo sia già.

Note alla lettura: Stai per leggere un post che parlerà prevalentemente di come prendere buone decisioni nell’ottica Tre Principi di cui ti invito a leggere qua le premesse in italiano, in alternativa per chi sa l’inglese può persino guardarsi qualche video qua. Parlerò anche forse in tono un po’ sarcastico di PNL e altri approcci di crescita personale in cui mi sono imbattuta negli anni. La mia idea è soprattutto creare una comparazione costruttiva, ma se non sei dell’umore giusto, passa pure al prossimo post. Magari tra quelli già pubblicati trovi qualcuno di tuo gradimento, anche nel caso tu sia un piennellista convinto

Hai bisogno di prendere una decisione e non sai dove sbattere la testa? Certamente qualcuno ti ha detto che semplicemente dovresti avere più fiducia in te stesso e fare qualcosa, tipo un buon piano, che ti porti sulla buona decisione in maniera quasi del tutto naturalmente.

Sul mercato esistono le più disparate teorie, tutte pronte a darti una mano: dalla PNL in poi infatti non esiste teoria che non sappia dirti il modo migliore per prendere una buona decisione velocemente.

Soprattutto se di lavoro ti occupi di gestire delle persone e hai bisogno di essere smart, intelligente e capace, vuoi non aver mai fatto un corso di comunicazione efficace?

Praticamente è il corso base, per ogni dipendente in qualsiasi impresa di medio livello.

Ebbene, nel caso in cui tu debba prendere un miliardo di decisioni, prendere posizione e negoziare trattative di un certo peso, sei nel posto giusto.

Questo post è proprio per te e per tutti coloro che:

1. Sono in una posizione da cui ci si aspetta decisionalità e autorevolezza (dal top manager, alla professione mamma e anche se sei entrambe le cose).

2. Pensano che per prendere buone decisioni si debba essere duri e forti.

3. Prendono decisioni con grande fatica e senso di perdita.

4. Si sentono incapaci di decidere.

5. Sentono di aver perso la fiducia nelle proprie capacità decisionali.

Dunque andiamo per gradi e capiamoci, il mio interesse qua non è spiegarvi come prendere delle buone decisioni ma mostrarvi da quale luogo dentro di voi è più probabile che nascano buone cose.

 

 

Era quello che ci dicevano i nostri genitori, no?

Prendi un foglio, dividilo in due, in alto scrivi il tipo di decisione che devi prendere e poi da un lato metti tutti i pro e dall’altra tutti i contro; vince la colonna più popolata. Potresti esserti anche evoluto nel frattempo ed aver abbandonato carta e penna, e fare tutto nella testa.

Ora, non per dire, ma siamo veramente sicuri che questo metodo sia così infallibile?

No perché la mia domanda non voleva essere solo retorica ma voleva tirar giù una provocazione. Pensi che saresti mai diventato genitore se avessi veramente saputo:

– Il numero di notte perse

– I giorni passati dal dottore, al pronto soccorso e dal dentista

– Tutte le riunioni scolastiche, dello sport, del catechismo o della musica

– L’impegno economico da 0 a, voglia di studiare permettendo, 25 anni

– Le litigate con il tuo partner su tutte le questioni educative

– La paura della prima uscita in motorino in tarda sera

– La paura di perderlo in un centro commerciale

– La smania di non essere abbastanza presente

– I giochi la sera dopo cena quando sei ormai cotto dalla giornata di lavoro

– Le trasferte sportive fissate per la domenica mattina alle 6

E queste sono belle cose infondo; pensa a quei genitori che hanno una vita un po’ più complicata e figli dai bisogni educativi speciali.

E dunque chiediamoci per prima cosa, come si fa a definire una buona decisione.

E allora, al di là di quanto una scelta possa essere popolare, di successo o che abbia portato un risultato di oggettiva prosperità oppure no, ciò che contraddistingue una buona decisione è sempre ciò che c’è  a monte della decisione stessa.

E qui veniamo al punto di tutto il post: quello per cui nessuna teoria e nessuna strategia è davvero efficace.

Scusate, ma devo prenderla un po’ larga:

Chi va a yoga o fa meditazione, pensa che praticando possa rilassarsi e svuotare la mente.

Chi fa un corso di PNL pensa che conoscendo tutte le strategie più fiche, possa finalmente essere un buon comunicatore e un buon persuasore, oh nel senso buono del termine eh ci mancherebbe.

Chi va a un qualsiasi corso di crescita personale, a partire da Come Aumentare l’Autostima in poi, pensa che finito il corso avrà capito dove andare a pescare sta fiducia in sé stessi, al bisogno.

Eppure avete fatto meditazione o yoga e a volte è capitato di non ottenere nessun vantaggio psicofisico.

Avete fatto il corso di PNL e a volte presi dal dover eseguire una certa sequenza, avete perso spontaneità e con essa il rapporto con i vostri clienti.

Avete frequentato il corso di Autostima e di Training Autogeno e niente, siete punto e a capo.

Sì, e capiterà ancora.

E non perché queste teorie siano sbagliate o mancanti anzi, alcuni punti di vista sono estremamente interessanti e ricchi; è solo che si orientano in una direzione non proprio azzeccata.

Esiste una verità, che sta alla base di tutta la psicologia, della PNL, del pensiero positivo ed è questa:

L’uomo pensa.
L’uomo sperimenta il proprio pensiero attraverso le emozioni.
L’uomo gode di un Intelligenza intrinseca altresì chiamata Saggezza Innata.

Queste tre verità stanno alla base di qualsiasi filosofia, approccio e teoria delle scienze umane e sono indiscutibili.

Ora, se è vero che l’uomo gode di un’Intelligenza innata e che crea l’esperienza polisensoriale della realtà, chi è che promuove pensieri d’indecisione, inadeguatezze e sfiducia?

Sapete già la risposta ma ve la dico comunque: noi.

Che fare allora, quando vengono pensati pensieri dalla natura abbastanza negativa?

E qui arriva la controtendenza rispetto a tutto ciò che hai sentito fino ad adesso: ricordati solo da dove arriva la tua esperienza.

– Tutto qua? dai mi sta prendendo in giro.

No.

Ritorna alla base: tu pensi e non puoi smettere di farlo. Di notte i tuoi pensieri si chiamano sogni. Di giorno quando sei sveglio e vai per il mondo i pensieri si chiamano valori, convinzioni, opinioni, giudizi, obiettivi, ricordi e fantasie.

Ma entrambi sono fatti della stessa natura illusoria, per l’appunto.

Puoi renderti conto di ciò che stai pensando solo dalle sensazioni che hai.

Buone sensazioni, buoni contenuti.

Brutte sensazioni, brutti contenuti.

Ora, visto che stiamo tornando alle verità essenziali, c’è da dire che quella famosa Intelligenza di cui parlavamo prima, ha il compito di riportarti a casa base se sei abbastanza in gamba da non fissarti su niente in particolare.

Per questo ti dico, invece che fare qualcosa, smetti di farla.

Se ti astieni dal nuotare a casaccio nel lago, smuovendo il fondo, l’acqua ritorna di nuovo limpida.

Se ognuno di noi puntasse ad atterrare in questo stato ogni volta che è chiamato a prendere una decisione, non ha bisogno di sapere la migliore strategia per fare la migliore scelta. Da quello spazio è naturale ottenere decisioni  che portino con sé sensazioni di giustizia, coerenza ed equità.

Mi sembra un bel presupposto per iniziare ad approfondire le implicazioni possibili con me, scrivimi.

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