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Fare la guerra ai propri pensieri

Pochi minuti fa è terminata la seconda serata del gruppo di condivisione Ispirazioni del lunedì, la serata aveva come argomento La calma e la frase di questa serata che più di tutte ne riassume l’essenza è “non serve fare la guerra ai propri pensieri”. Combattere quotidianamente contro i propri pensieri non produce l’effetto desiderato, anzi il risultato è l’esatto contrario, ne aumentiamo la forza.

 

Il potere dei pensieri

 

I pensieri ci sono, fluttuano, vanno e vengono e non è possibile controllarli, se non per pochi minuti al giorno, ciò che possiamo fare però è riconoscerli e possiamo dare o non dare loro importanza. Riconoscendo la natura illusoria del pensiero, non abbiamo bisogno di fargli la guerra, proprio perché non ha il potere di farci male e quindi non dobbiamo difenderci, l’unica difesa efficace è la consapevolezza, prendere coscienza di ciò che avviene in noi.

 

La nostra relazione con i pensieri

 

Sulla calma abbiamo scritto diversi articoli, tra tutti ti consiglio di leggere l’articolo di Simona: la calma nella tempesta emotiva.

Ma questa sera abbiamo confrontato non solo i percorsi che ognuno di noi fa per raggiungere la calma, ma soprattutto la relazione che ognuno di noi intrattiene con i propri pensieri e le implicazioni che ne derivano.

Abbiamo visto come fare guerra ai propri pensieri per cercare di acquietarli o di migliorarli sia totalmente controproducente, proprio perché il pensieri fluiscono indipendentemente da noi.

Tanta più importanza acquisisce invece la relazione che intratteniamo con i pensieri e soprattutto il peso e il valore che gli diamo.

 

Perché i pensieri belli se ne vanno?

 

Qualcuno ha ricordato come sia molto facile trattenere e flirtare con i pensieri negativi per lungo tempo, mentre i pensieri positivi li lasciamo scorrere senza ostacoli e quindi sembra che se ne vadano più velocemente, eppure sono fatti della stessa materia, ciò che cambia è sempre e solo il grado di importanza che noi stessi gli attribuiamo.

 

Fuggire dalla routine

 

Qualcun altro ha realizzato come il distaccarsi dalla propria routine quotidiana ci permetta di lasciar andare più spesso alcuni pensieri che di solito ci attanagliano, ma ci siamo resi conto quasi subito di come non sia il luogo dove andiamo che influisce sul nostro pensiero, ma il peso che inconsapevolmente diamo a quei pensieri. Se siamo lontani ci autorizziamo a non prenderli troppo in considerazione, come se questo non potessimo farlo restando a casa.

 

La consapevolezza del pensiero

 

Tra tutte le esperienze, una ci accomuna ed è ricorrente in ognuno di noi: quando prendiamo consapevolezza di essere noi stessi a creare il nostro pensiero e quindi la realtà che percepiamo, stiamo già ritornando ad uno stato di calma e pace, stiamo già ritornando in connessione con la parte più vera e profonda di noi stessi, stiamo già tornando a casa.

Non serve fare la guerra al proprio pensiero, e quando deponiamo le armi, siamo in grado di accettare e accogliere tutti i pensieri che ci attraversano, mantenendo uno stato di pace e quiete che è il terreno fertile dal quale nascono le intuizioni.

 

Se anche tu vuoi partecipare a queste splendidi incontri di condivisione, la partecipazione è libera e gratuita.

 

Per l’immagine ringraziamo:Timothy Eberly

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