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Le 5 Idee da Mettere a Fuoco Se Ti Senti Triste

Ho 42 anni e non ho compicciato niente nella mia vita.

Non sono neanche originale mentre scendo giù nel cunicolo della tristezza. Mi ripeto questa cosa come una nenia, per ore, a volte per giorni solo per lamentarmi con me stessa che sento di non aver ottenuto risultati soddisfacenti sulla base di non so quale ambizione.
Mica mi metto a soppesare che ho un lavoro che mi piace, due figli in gamba, amici amorevoli e colleghi straordinari. Ma no, figuriamoci, il borbottio è ingiustificato, senza alcuna premessa e senza alcuna giustificazione.

Ma c’è. E per il solo fatto di esserci, rovina la qualità della mia esperienza per quel tanto che basta che poi dai Simona smettila di tormentarti per niente.

Ma anche se avessi le mie motivazioni “oggettive”, scendere nel cunicolo della tristezza non mi porterà alcun valore per cercare delle soluzioni alternative e pratiche nel risolvere situazioni che alle volte possono essere davvero sfinenti.

Tipo essere mollati dopo anni di matrimonio, all’improvviso.
Tipo una malattia lunga e dolorosa.
Tipo un lutto.
Tipo la perdita di un lavoro stabile qualche anno prima della pensione.
Tipo il fallimento di un’azienda con dipendenti iscritti al libro paga.
Tipo l’accudimento ad anziani o bambini con limitazioni fisiche.
Tipo violenze e abusi.

Mica situazioni da ridere.

Eppure io so che esiste la possibilità di riemergere anche dopo aver sbattuto la faccia su esperienze di grande dolore.

Ora, ditemi se sbaglio, ci sono persone che non sono mai incappate in situazioni del genere e sono profondamente tristi e incattivite e persone invece che sono passate in una di quelle esperienza e ne sono uscite con grazia. Non che non abbiano avuto la loro dose di dolore, ma che a un certo punto hanno alzato la testa e sono andate avanti.

Non sono davvero le circostanze o gli avvenimenti a metterti in croce o a sollevarti. Non esiste evento che possa aggiungere un grammo di gioia in più a quella che abitualmente provi o possa gettarti nelle fiamme dell’inferno più del tempo in cui normalmente ci stai.

Si chiama creazione dell’esperienza dall’interno all’esterno.

E dato che la nostra natura prevede la creazione dall’interno,vi invito a prendere a cuore queste 5 idee, che possono essere d’aiuto quando si discesende verso la miseria.

1. Non c’è niente di male nel concedersi dell’amarezza. Sappi però che se lasci cadere ogni motivo di tristezza, risalirai.
2. Puoi smettere di temere la tua esperienza. Le emozioni sono solo l’alternarsi di pensieri fluttuanti. E dato che i pensieri vanno e vengono, anche la tristezza passerà.
3. Vai oltre i tuoi momenti di flop. Ci sono infinite possibilità in ogni istante di poter realizzare una qualità diversa della realtà.
4. Rimani umile e sappi che la vita da e la vita toglie. In ogni caso, siamo progettati per farcela.
5. Sii gentile con te stesso quando sei nella tua miseria, ma sappi riconoscere quando è il momento di alzarsi, farsi una doccia e uscire all’aria aperta per vedere come butta al di fuori dell’asfissia della nostra mente.

Onestamente credo che ci sia anche un sesto punto, anche se faceva tanto più fico scriverne 5: Abbi fede nella tua capacità di andare avanti.

Puoi non credere in Dio, aver avuto pessime esperienze con i preti e le religioni ma ti prego, lasciati convincere che esiste un’Intelligenza Innata che sta nella profondità della vita.

Sta nel ciclo delle stagioni, nella forza di gravità, nella nascita, nella morte e nelle maree.
Ti prego, ricordati sempre che esiste, anche se a volte fai fatica a crederci.

Per tutto il resto ci sarà modo di aggiustare il tiro e se proprio non riesci a trovare la strada, mandami un mail a simona@rendilopossibile.it

Buona domenica miei cari.

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