Meglio la paghetta ai bambini o i lavoretti retribuiti
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Meglio la Paghetta o i Lavoretti Retribuiti?

I genitori si chiedono spesso come comportarsi nei confronti della paghetta ai figli, ci sono teorie che dicono che dare la paghetta ai figli li rende maggiormente consapevoli nella gestione del denaro, altre teorie che sostengono che le paghette dovrebbero essere legate solo ad effettivi lavori svolti dai ragazzi; altri che preferiscono dare al figlio ciò che serve tenendo sotto controllo le spese e altri ancora che sostengono che i ragazzi ad una certa età devono lavorare per potersi guadagnare ciò che serve per i loro sfizi e quindi non danno la paghetta alle figlie o ai figli.

E tu a quale gruppo appartieni? Se sei ancora indeciso sul da farsi, ecco qui alcuni spunti.

Ti racconto cosa è capitato a me, è stata una questione piuttosto imprevista e non di certo studiata a tavolino.

Oggi ho stipulato un contratto con mio figlio, lui voleva l’ennesima scatola lego, non una qualsiasi, la scatola enorme di Lego Jungle perché “lì c’è il serpente verde mentre io ce l’ho solo rosso e ci sono pure due ragni con la ragnatela e la ragnatela non ce l’ho”. Io ormai non so più come arginare l’invasione di macchine, barche, case, camion, moto e costruzioni lego di ogni genere. A breve sarà il suo compleanno e poi Natale e poi la befana e pure Santa Lucia, in ogni regione si festeggia primariamente una o l’altra ed essendo una scuola e una classe multietnica, multiregionale e multiculturale, noi i fantastici portatori di doni li conosciamo tutti, perché certe notizie viaggiano in fretta!

La lista per Babbo Natale & Co. è già pronta, facile da fare, si prende il catalogo Lego e si attaccano post-it su ogni scatola importante, poi si va su amazon, si controllano i prezzi e si mettono in ordine i regali in base alle esperienze degli anni precedenti: Babbo Natale porta i regali più grossi e costosi, i nonni per il compleanno fanno apparire i regali medi, Santa Lucia quelli piccoli e la Befana sulla scopa quelli che possono entrare in una calza, quindi le 4 dimensioni delle scatole Lego sono coperte. Mamma e Papà li lasciamo come Jolly e vediamo cosa resta fuori.

Questo più o meno era il piano che mio figlio aveva fatto insieme al suo amico del cuore mentre io ero in cucina a preparare la merenda.

Io inizialmente ci ho riso su e stavo per ridimensionare i desideri di possesso del mio cucciolo, ma poi mi sono trattenuta. Limitare i sogni o i desideri lo trovo controproducente.

Dato che Babbo Natale, Santa Lucia e la Befana avrebbero potuto avere problemi nel trovare proprio ciò che desiderava, gli ho suggerito che se voleva essere certo di ricevere proprio quelle scatole Lego, forse avrebbe potuto iniziare a contare su se stesso, per aumentare le probabilità di riuscita.

L’accordo è stato semplice:

Se da oggi al tuo compleanno andrai a dare da mangiare alle galline e porterai in casa le uova riceverai ogni giorno 1 € per aver dato loro da mangiare e 0,50 € per aver raccolto le uova e calcoli alla mano riuscirai a comprarti tutte le scatole Lego della tua lista.

Non so se ho fatto la scelta giusta, essere genitori non è una scienza esatta e il giusto e lo sbagliato hanno confini molto variabili e sono soggettivi e molto legati alle circostanze, ma in quel momento mi sembrava utile quel contratto.

L’indomani mattina quando mio figlio si è vestito, lavato ed è corso giù nel pollaio alla velocità della luce mi è balenato in testa un pensiero, mi sono domandata se fosse stato equo collegare una parte della ricompensa alle uova che avrebbero potuto esserci o meno, dato che le nostre galline alle volte depongono le loro uova anche più tardi nel corso della mattinata.

Subito dopo ho pensato che in effetti aveva molto senso e mi è venuta in mente una metafora: nel corso della nostra vita non sempre otteniamo il risultato per il quale abbiamo tanto faticato, alle volte le cose non vanno proprio come ci aspettavamo, alcuni fattori esterni cambiano i nostri progetti e noi non ci possiamo fare molto.

O meglio, una parte dipende da noi, ma ci sono fattori che non possiamo controllare e sono totalmente indipendenti dalla nostra volontà, quindi è bene tenerli presente.

Tutti gli imprenditori, come anche gli agenti di commercio, o persino i piloti di formula uno sanno che moltissimo dipende dal loro lavoro (mio figlio è certo di ricevere 1€ se al mattino dedicherà 10 minuti del suo tempo per portare il cibo alle galline), ma sanno anche che ci sono fattori esterni fuori dal loro controllo che devono tenere in considerazione (a che ora deporranno le uova le galline?). Essere consapevoli di questo ci allena ad accogliere gli eventi, a rimanere aperti alle possibilità, a vivere danzando con la vita e non lottando contro di essa.

 

Il passo successivo, una volta compreso che non possiamo avere il 100% del controllo sulla nostra vita è quello di goderci il ballo, di gustarci l’esperienza e la magia della vita ed è proprio quello che sta facendo mio figlio. La mattina in cui aprendo il posatoio delle galline trova l’uovo sperimenta la gioia di aver trovato un tesoro. Altre mattine, quando non trova nulla o trova la gallina accoccolata dentro sperimenta altre sensazioni che variano a seconda del pensiero a cui presta attenzione in quel momento.

Mi spiego meglio:

se quella mattina ha una verifica a scuola, il fatto che ci sia o meno l’uovo non lo tocca più di tanto, la sensazione rispetto a quell’avvenimento è piuttosto neutra, perché il suo pensiero è concentrato sull’argomento del compito in classe. Se invece ha appena ricontrollato per la milionesima volta il prezzo della scatola lego e fatto il conto che gli mancano ancora un sacco di soldi per poterla acquistare, il non trovare l’uovo farà nascere in lui pensieri di rabbia o urgenza.

Ciò che mi piace fare ogni tanto, è fargli notare come cambiano le sue sensazioni rispetto allo stesso avvenimento e in questo modo anche lui piano piano inizia a comprendere che le emozioni che prova dentro, nascono dal suo pensiero interiore e non hanno niente a che fare con gli avvenimenti esterni.

Un pollaio è spunto per un sacco di riflessioni e se ti incuriosisce il tema, puoi leggere la mia recensione del libro Lo zen e l’arte di allevare galline.

Buona lettura!

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