BuoneIdee

Tutto ciò che non vediamo mentre litighiamo

Oggi vorrei parlare del litigio, quella cosa che facciamo quando in una disputa pensiamo di aver ragione e difendiamo la nostra opinione con un accanimento sentito.

A volte litighiamo per banalità tipo: chi di voi ha strizzato il tubetto di dentifricio dal mezzo? altre volte invece, pensiamo di dover portare avanti battaglie che meritano un’arrabbiatura più profonda e conturbante.

In ogni caso è opinione diffusa tra i giovani, gli adulti, le coppie e persino tra gli anziani che litigare abbia a che vedere con l’onestà e il benessere della relazione.

Vale anche per te?
Io l’ho creduto decisamente per troppo tempo.

Qualche giorno fa ho avuto una splendida conversazione con alcuni giovani del mio quartiere che mi hanno invitata a un loro incontro del Venerdì sera. Mi pento sempre di non essere abbastanza instagrammabile, perché erano talmente tanti e belli che una foto ricordo da pubblicare sulla pagina social di rendilopossibile ci stava proprio bene. Ad ogni modo, siamo stati insieme per un paio d’ore e sono venute fuori tanti argomenti interessanti.
Quelli che in assoluto hanno creato più dibattito e su cui abbiamo speso tante parole, risate e incredulità avevano a che vedere con lo sfogarsi, dire agli altri come la si pensa ed essere onesti con gli amici.
Argomenti che ovviamente a sedici anni sono i pilastri della vita stessa che io capisco e rispetto.

Ma anche se hai passato i diciotto, i grandi temi legati all’onestà, la lealtà e i litigi fanno comunque parte della tua vita. Come della mia del resto.

Ispirata da queste belle conversazioni con i ragazzi ho tirato giù una lista di cose che le persone di solito pensano prima, mentre e dopo aver ingaggiato una bella litigata:
1. Litigare, alzare i toni e arrabbiarsi indica che si è legati alla relazione. Se anche l’altra persona si coinvolge nella litigata allora vuol dire che ci tiene.
2. Non posso stare in silenzio visto che sono sincera e onesta. Se ho qualcosa da dire, la tiro fuori.
3. Ho l’esigenza di dire ciò che mi passa per la testa, perché magari domani le cose cambieranno e io voglio togliermi questo sassolino dalle scarpe.
4. Forse ho un po’ esagerato

Genitori che danno punizioni talmente tanto grosse mentre stanno discutendo che dopo 24 ore di calma, è tutto largamente condonato.
Coppie che annunciano la separazione per poi rivederla e correggerla appena la bufera passa.

Per questo ho iniziato a pensare che il litigio non serva davvero a nulla. Ne avevo parlato anche un annetto fa, in un articolo scritto dopo la mia primissima discussione lavorativa su cui vi invito a fare un salto.

Onestamente e forse anche un po’ bruscamente, penso che:

1. Quando si tiene a qualcuno è più ragionevole cercare di passarci insieme del tempo di qualità e non sfidarsi vicendevolmente per portare avanti delle opinioni.
Modi differenti di fare sono decisamente nella norma quando si decide di condividere qualcosa con qualcuno. Se la relazione vale, ci saranno le occasioni e i modi per convergere in un modo comune di muoversi nelle varie circostanze.
2. Essere sinceri e onesti non vuol dire sentirsi in diritto di rovesciare addosso alla persona che ti sta di fronte la tua inquietudine del momento ritenendola più vera e più urgente di quella di qualcun altro.
3. Se si resiste a dare fuoco alle polveri nel momento in cui ci sentiamo chiamati in causa, al 90%, ti dico che dopo qualche ora, le cose saranno già cambiate non appena sarà possibile, rimarrà solo l’essenziale.
E se sarà ancora il caso di condividere una necessità, un punto di vista o una richiesta, quello sarà il momento buono per farlo.
4. Resistere all’urgenza di ingaggiare battaglia e dare fuoco alle polveri porta il grande vantaggio di non dover recuperare parole che non si volevano pronunciare, o normalizzare stati d’animo falsati e corrotti.

Avrei voluto che vedeste la faccia di quei ragazzi quando gli ho detto: “avete presente quando iniziate a dire cose assurde mentre litigate?” e loro: “Si certo!” e io: “Ecco la prossima volta, se vi viene voglia di straripare, fermatevi e TACETE!”

Tre secondi di silenzio.

E poi il delirio.
Loro che cercavano di dirmi: “Mio dio non ce la farò mai” e io che cercavo di contenere le risate mentre gli dicevo: “benvenuti nel club!”.

Non c’è che dire, una delle mie serate d’insegnamento meglio riuscite.

Se sei interessato a conoscere un po’ di più di questi argomenti belli, vieni il 22 Giugno.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: