Business Illuminato

La chiave del successo nello Storytelling d’Impresa

Comunicare attraverso il racconto è un processo affascinante di vendere o influenzare emozionando il pubblico.

Dopo aver parlato dei 3 Principi fondamentali da tenere presente nel web marketing nell’era digitale, affrontiamo nel dettaglio lo Storytelling e in particolare qual è la chiave del successo nello storytelling d’impresa.

Ti invito, se non lo hai ancora letto, a leggere prima l’articolo sui 3 Principi fondamentali del Web Marketing nell’era digitale, dato che molto di ciò a cui farò riferimento oggi, si riferisce a quei tre pre-requisiti che credo fondamentali per poter veramente comunicare in modo digitale o analogico il proprio prodotto, servizio o se stessi, nel caso tu sia un libero professionista.

Perché parlare di Storytelling d’Impresa qui?

 

L’idea per scrivere questo articolo mi è arrivata mentre studiavo Storytelling d’impresa, un libro di Andrea Fontana.

Nell’introduzione l’autore cita la storia di una palla di pezza. Questa storia è frutto di un esperimento in cui un gruppo di studiosi ha preso una cassetta di cianfrusaglie e chiesto, ad autori capaci, di scrivere un racconto per ogni oggetto, poi hanno venduto gli oggetti su e-buy accompagnati dal racconto e hanno incassato più di 3500 dollariesperimento riuscito. L’esperimento viene descritto come un modo per creare valore a qualcosa che non ne ha.

Poco dopo, nel paragrafo successivo Fontana scrive: […] ognuno di noi è una semplice palla di pezza, con un valore minimo.

Nel leggere questa frase mi è venuta la pelle d’oca, è stato per me un pugno allo stomaco e riflettendo ho capito cosa mi suonava stonato:

Non accetto che l’Essere Umano o l’Impresa, chiunque e qualunque, venga descritto come di “valore minimo”, come se, avesse bisogno di qualcosa di esterno per Essere.

 

Lo Storytelling è basato sul Potenziale

 

Sono convinta che ogni Essere Umano è Pieno Potenziale e di certo non ha bisogno di qualcuno di bravo che racconti la sua storia (che tra l’altro non potrebbe neppure raccontare veramente), per Essere.

Mi sono interrogata sul cosa accadrebbe alle nostre storie se, dovendo fare un’operazione di marketing, invece di pensare di dover dare importanza alla palla di pezza, o a noi stessi, pensassimo di dover esprimere uno o più aspetti del nostro potenziale che sono già insiti in noi o, per mantenere la metafora, nella palla di pezza.

Penso che un cambio di prospettiva di questo genere, oltre a fare tanto bene all’animo, aprirebbe le porte ad una più ampia, intensa e significativa comunicazione.

 

Sviluppo personale e storytelling

 

Nel capitolo successivo del libro si parla di Storytelling nella crescita personale e aziendale; c’era un’altra affermazione che mi ha scosso e cioè che lo storytelling viene utilizzato per analizzare la nostra storia personale o aziendale, in modo da comprendere errori e risolvere conflitti, trovare lati oscuri ecc.

Mi chiedo ancora una volta cosa accadrebbe se invece di analizzare tutte le storie che ci siamo raccontati su di noi o sulla nostra azienda fin nei minimi particolari, se invece di investigare pregi e difetti, lati oscuri e lati luminosi, semplicemente ci rendessimo conto e aiutassimo le aziende a rendersi conto che il COPIONE, la STORIA l’hanno scritta loro, l’abbiamo scritta noi, in modo del tutto arbitrario, magari influenzati dalla cultura, dagli insegnamenti o dalle esperienze vissute, ma che comunque sempre di una storia arbitraria si tratta, quella che in quel momento abbiamo scelto di raccontare/ci, di credere vera e sulla base della quale abbiamo arbitrariamente scelto di agire, illudendoci che fosse reale, anzi illudendoci che fosse l’unica realtà possibile.

 

Cos’è veramente efficace dello Storytelling d’Impresa?

 

L’efficacia della storia della palla di pezza sta nel puro potenziale insito in quella palla di pezza, nella mente di ogni lettore assume infatti mille e una identità diverse, poi certo l’autore è stato bravo a suggerire e a raccontare la storia, ma non è quello il punto.

Chi ha scritto quel racconto, oltre ad avere doti narrative spiccate, ha intuito consciamente o inconsciamente che gli esseri umani vivono nell’illusione creata dal proprio pensiero e quindi ha sfruttato questa abilità dell’uomo, creando un racconto in grado di risvegliare la capacità di pensare e suggerendo che potrebbe esserci altro oltre alla banale cinfrusaglia che si sta descrivendo.

La palla può assumere valori diversi, quei valori sono già dentro la palla, perché il valore alla palla lo attribuisce colui che “pensa alla palla”, così l’Essere Umano, ha un potenziale infinito, così come infiniti sono i pensieri che possono essere fatti su di lui da se e dagli altri.

 

L’utilità di comunicare attraverso il racconto

 

Trovo lo storytelling utilissimo, ma, come l’autore stesso qualche pagina più avanti dice, se non parte da dentro, se non racconta una pulsione/tensione già presente in noi/nell’azienda, non servirà a nulla perché non sarà in grado di entrare in risonanza con le realtà personali del pubblico, sarà un racconto vuoto.

Sono convinta che un cambio di prospettiva, da una prospettiva outside-in ad una nuova e, a mio parere, molto più potenziante prospettiva inside-out, sia l’unica soluzione per migliorare la società in cui viviamo e il marketing più che mai non può essere esente dall’apportare un contributo in questa direzione.

Se io penso di dover attribuire o creare del valore a qualcosa che non ce l’ha, farò una gran fatica e soprattutto lo farò partendo da un’idea inconscia che la parte importante è il mio lavoro è non l’oggetto o la persona che sto raccontando. Mentre se sono consapevole che l’oggetto o ancora di più la persona ha già in sé un infinito potenziale di valore, ciò che mi devo concentrare a fare è quello di capire a chi lo sto narrando, H2H e come narrarlo – ecco l’uomo che parla all’uomo e l’ascolto profondo su cui abbiamo ragionato la scorsa volta.

 

Sei d’accordo? Hai qualche riflessione in merito? Lascia qui sotto il tuo commento, sono felice di approfondire insieme ai lettori questo argomento.

P.S.

Il libro di Andrea Fontana – Storytelling d’Impresa – nonostante il mio disaccordo sulla prospettiva outside-in, mi è stato molto utile. È un libro valido e ben fatto per chiunque voglia imparare a comunicare attraverso il racconto.

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