Business Illuminato

Cos’è il Business Coaching?

Se sei un giovane imprenditore, non puoi non aver mai sentito la parola coaching. Che tu abbia coltivato la tua idea all’interno di un Hub finanziato dal fondo sociale europeo o nel caso tu abbia ereditato l’azienda di famiglia, sono certa che prima o dopo tu ti sia imbattuto nella ricerca di un coach o di un percorso di coaching. Addirittura, da quel che so, persino le agenzie di formazione di ConfindustriaManpower ed Adecco  propongono percorsi di affiancamento con Coach professionisti per far crescere la middle class dell’azienda, puntando primariamente a ciò che fa grande un Business oltre i risultati finanziari, il clima interno.

In ogni articolo sul Coaching compare la traduzione letterale della parola Coach, e visto che non vogliamo essere da meno ti dico che in Italiano Coach sta per Carozza. Che proprio non è il top della poesia ma rende l’idea di qualcosa che porta una persona da un punto all’altro. Di solito si dice che il coach trasporta una persona dalla sua situazione attuale alla desiderata.
Ma questo non è sufficiente. Esistono svariate tipologie di Carrozze: quella olistica, motivazionale, di PNL, sistemica, umanistica. Inoltre, come se non fosse abbastanza, si applica anche una differenza sulla base dell’ambito di applicazione: c’è il business coach, il life coach, il mental coach e la lista ad oggi è lunga e ancora in fase di scrittura.

Ti dico subito che per me non esiste declinazione in base agli ambiti, se non per uno scopo meramente commerciale e di marketing. Non può esserci business coaching senza life coaching o mental coaching. 

Perché non puoi cambiare le modalità di un individuo di affrontare il proprio lavoro senza che ci sia un cambiamento della persona.

In realtà non mi ritrovo neppure nella definizione di Coach, nonostante nella mia biografia qui sotto abbia usato questo termine. Credo in fatti che nessuno di noi abbia bisogno di una carrozza esterna che lo trasporti da un se stesso A a un se stesso B. 

Credo piuttosto che sia più utile e più risolutivo riscoprire la propria vera Essenza e il sapere come accedere alla propria bussola innata.

 

 

Ecco perché quando penso al nostro lavoro, mio e di Simona e di altri che stanno seguendo questa strada, preferisco parlare di Facilitatore e non Coach.

Ma lasciamo perdere i nomi, ho sempre odiato le targhe sulle scrivania, sono più interessata alla sostanza.

Cosa fa un Facilitatore che si basa sull’approccio Interno-Esterno altrimenti detto Tre Principi  realizzati da Sydney Banks?

(Sydney Banks fu colui che ebbe per primo l’intuizione che la condivisione di questi fondamenti, già noti da millenni, avrebbe potuto aiutare in modo molto più efficace le persone piuttosto che l’uso di tecniche e strategie, se la comprensione fosse stata profonda e non solo a livello intellettuale).

Se vuoi realmente aiutare le persone, mostra loro un nuovo mondo, e loro si aiuteranno da sé.

 

Risposta Pragmatica:

Il Facilitatore che lavora sulla base dei Tre Principi, ti ricorda come funziona l’Essere Umano, ti permette di recuperare la tua lucidità mentale che è per sua natura in grado di guidarti nella vita quotidiana verso la soluzione di ogni questione.

Risposta Ideale:

Il Facilitatore che lavora sulla base dei Tre Principi attraverso la condivisione di ciò che ha personalmente visto e compreso riguardo al funzionamento dell’Esperienza Umana e dei Principi in azione, facilita la connessione alla Tua Vera Essenza, permettendoti di creare in ogni momento i tuoi personali miracoli per affrontare ciò che la vita ti propone.

Per i tipi Concreti

che preferiscono toccare con mano: scrivici e prendi un appuntamento per una sessione esplorativa gratuita. Siamo felici di esserti utili: monica@rendilopossibile.it oppure simona@rendilopossibile.it.

 

Per approfondire l’argomento  Tre Principi ti suggerisco di leggere anche l’articolo dedicato ai Tre Principi.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: