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Recensione Le virtù dell’orto

Con l’orto non si scherza.

È come un maestro capacissimo di bacchettarti sulle dita quando sbagli. In questo modo: non sai fare, allora non mangi.

La virtù dell’orto. Coltivando la terra si coltiva anche la felicità
di Pia Pera

Editore: Ponte alle Grazie · Formato: Brossura · Prezzo: 13,50
Pagine:
135 · Data d’uscita: 2016


TRAMA: Facciamo due passi in giardino, con gli strumenti a portata di mano e curiamo il nostro orto prendendoci cura così dell’intero mondo. Anche il nostro personale, quello interiore, dove è necessario annaffiare con cura alcuni pensieri ed è opportuno estirpare alcune erbacce. Nell’orto-giardino dell’autrice fiori e frutti, piante e alberi si  mescolano, convivono, trovano da soli la loro strada, seguendo la loro natura e creando paesaggi inaspettati. “Lavorando in giardino” dice Pia Pera in queste pagine, “si rafforza in modo molto rasserenante la connessione tra azione e risultato. L’esatto contrario della depressione, quel misero stato in cui si ha l’impressione che nessuna nostra iniziativa approderà mai a qualcosa di bello“.

Questo libro ti trasporta in una dimensione profonda, radicata alla terra, ma anche radicata in te stessa. (Scusate se scrivo al femminile, ma sono donna e così mi viene meglio).

Imparare a conoscere se stessi attraverso lo specchio della terra è un’esperienza veramente illuminante.

Mentre si apprende dove piantare il prezzemolo per poterlo avere anche d’inverno, si scopre anche qualcosa di fondamentale sulla capacità di ascoltare:

Mentre si tratta invece di porsi in ascolto, osservare con calma e pazienza prima di imporre frettolosamente la propria volontà alla terra. L’attenzione conta più dell’azione materiale. Il pensiero, la comprensione sono la premessa di un lavoro essenziale. Ma, si sa, pensare costa molta fatica che non sudare sette camice.”.

Mi sono divertita ad apprendere qualche trucco per rendere più bello il mio orto, che vedevo solo come utilitaristico, ma ho anche riscoperto molti concetti importanti per la mia salute fisica e mentale:

[…] una sensazione di benessere, non nutrirà essa stessa la nostra salute?

Un libro ricco di spunti per coltivare l’orto che cresce dentro di noi e  contemporaneamente quello che cerchiamo di far crescere dalla terra.

Dopo la lettura di questo libro ho deciso di iniziare la mattina seguente con un lavoro in giardino e ho avuto un’esperienza davvero illuminante.

L’estate è stata secca, come lo sono stati anche la primavera e l’inverno che l’hanno preceduta. La terra era dunque molto dura e asciutta. Tutte le piante dell’orto e del giardino pativano, anche perché il pozzo non era in grado di fornire acqua a sufficienza.

Una mattina ho deciso di curare l’aiuola di lillà, in cui sono piantati 2 lillà da alcuni anni e 3 nuove piante. Ho iniziato a zappare ed estirpare le erbe infestanti attorno ai giovani lillà, ho concimato, irrigato e poi ricoperto con della paglia per fare in modo che la terra venisse protetta e rimanesse umida più a lungo. Poi sono passata alle piante più vecchie e ho scoperto che alla base di una delle due piante era rimasto il tessuto non tessuto che avevamo messo qualche anno prima nel mettere a dimora le piante, per evitare che le erbe infestanti soffocassero le giovani piante. Sicuramente non erano cresciute molte erbe infestanti, ma quella pianta stava letteralmente soffocando, le radici e il tronco avevano iniziato ad inglobare al loro interno il tessuto e faticavano ad allargarsi. Ho lavorato per estirpare quel tessuto per circa tre quarti d’ora, tagliando anche qualche radice mentre colavo sotto ad un sole cocente e facendo una fatica pazzesca. (Non sono particolarmente allenata per i lavori fisici). Mentre toglievo l’ultimo pezzetto di tessuto tagliando un pezzo di radice ho avuto un’intuizione o meglio ho realizzato a livello intuitivo una cosa importantissima per me in quel particolare periodo della mia vita: alle volte per permettere a qualcosa di crescere maggiormente e di espandersi è necessario tagliare qualche antica radice e liberarsi di alcune cose che non rispondono più alle nuove necessità.

 

In effetti ci sono cose che continuiamo a fare anche a distanza di tempo senza renderci conto che le condizioni, noi stessi, le situazioni sono cambiate, si è modificato qualcosa e ciò che un tempo era necessario, ora non lo è più. Ciò che un tempo ci era d’aiuto, ora ci ostacola. L’importanza di essere sempre consapevoli di noi stessi e del fatto che ogni cosa che riteniamo necessaria lo è solo nel nostro pensiero è fondamentale.

Tendiamo spesso ad abituarci ad un pensiero e non lo mettiamo più in discussione, semplicemente lo classifichiamo come realtà oggettiva che quindi condiziona il nostro vivere.

 

È importante ricordare invece che:

in ogni momento ci può essere spazio per un nuovo pensiero che può potenzialmente cambiare la nostra vita.

Ecco perché è importante essere consapevoli del modo in cui ognuno di noi crea la propria realtà e poi la considera come l’unica realtà oggettiva.

Approfondiremo questo tema con un articolo specifico, intanto ti consiglio di leggere il libro di Pia Pera e magari di controllare se ci sono abitudini di pensiero che non ti servono più e delle quali potresti liberarti per continuare a crescere!

Buona lettura.

    1 Comment

  1. Pingback: Questa è la Settimana in cui si è Parlato di Speranza – Rendilo Possibile

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