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Cosa Fare un Week End di Inverno in Riviera?

Se vi trovate in Riviera per pochi giorni, magari un fine settimana e non potete andare in spiaggia a causa del maltempo o anche solo perché vi siete stancati e volete un’alternativa, ho quello che fa per voi.

Questo fine settimana sono andata a Rimini per fare una commissione insieme alla mia famiglia e nei nostri progetti avremmo dovuto rientrare l’indomani mattina presto, mentre per una serie di intuizioni e piacevoli conversazioni, abbiamo trascorso l’intero week-end tra Rimini e Fano, tra archeologia, scienze e astronomia.

Venerdì sera siamo arrivati verso le 19.30 a Rimini, volevamo fermarci a cena in qualche nuovo ristorantino in città e mi è venuta in mente una recensione che avevo letto molto tempo fa su un locale tipico dove mangiare pesce, ho cercato l’indirizzo e siamo andati, sperando nella buona sorte. Il ristorante non era nulla di speciale, ma si trovava in un quartiere di Rimini spettacolare, che il comune sta finendo in questo periodo di sistemare nei pressi del Ponte di Tiberio.

La costruzione del ponte del ponte è iniziata nel 14 d.c. sotto il governo di Augusto e terminato nel 21 d.c. durante il periodo di Tiberio. Costruito in pietra bianca d’Istria sul fiume Marecchia, prima che venisse modificato il suo corso, dal 2014 ad oggi è stato soggetto ad una lunga restaurazione che ne ha valorizzato l’antico splendore. Il gioco di luci notturno è veramente spettacolare, il ponte si riflette nello specchio d’acqua sottostante creando un effetto incredibile, la foto qui sopra può darvi una vaga idea, ma la vista dal vivo è ancora più affascinante. Intorno al lago sotto al ponte è stato costruito un parco e al di sopra, ad altezza strada un comodo parcheggio permette ai visitatori di parcheggiare in sicurezza e farsi una bella passeggiata. In zona sono nati naturalmente locali nuovi accanto a quelli tradizionali ristrutturati che permettono di godere della bella vista del ponte e del parco mentre si mangia la classica piadina romagnola o qualche piatto a base di pesce della tradizione.

Un bellissimo angolo di storia in una città conosciuta quasi esclusivamente per le spiagge, la movida e  la simpatia romagnola.

La mattina dopo, facendo colazione in una piccola pasticceria di Misano Adriatico abbiamo scoperto l’esistenza di un museo interattivo delle scienze a Fano, città di mare nelle Marche a circa 40 chilometri da Misano A. Dato che di tornare a casa così presto non ne avevo voglia, ho trasformato quella innocua conversazione con la barista in un segno del destino, convincendo l’intera famiglia ad andare a visitare il museo del Balì di Fano, di cui avevamo appena scoperto l’esistenza.

All’ora di apertura, alle 15.00 in punto eravamo davanti all’entrata, dopo aver fatto una passeggiata nel grande parco che circonda il museo, siamo entrati un po’ curiosi e straniti. Dopo essere stati al grandioso museo delle scienze di Valencia infatti, entrare in un’antica villa storica ristrutturata per visitare un museo interattivo delle scienze sembrava un po’ strano, ma le esperienze passate raramente possono darci informazioni sulle situazioni attuali…

Siamo stati accolti da uno gruppo di ragazzi sorridenti dalle magliette rosse che costituivano lo staff e un’insegna enorme con su scritto: VIETATO NON TOCCARE!

Le premesse erano veramente interessanti e non siamo rimasti delusi. All’interno del museo è presente anche un planetario e nel fare il biglietto abbiamo prenotato anche lo spettacolo stellare. Il museo è dotato anche di un osservatorio, ma la giornata nuvolosa non era sicuramente quella adatta per osservare le stelle dal vivo.

Ci sono oltre 40 postazioni interattive, suddivise per argomento e materia. Dal pendolo di Focoult, alla sala dedicata al corpo umano, per passare a sperimentare cosa accade con l’elettromagnetismo, le luci, gli effetti ottici, i sensi e tanto altro.

Una delle postazioni interattive più coinvolgenti per grandi e piccini è il vortex tunnel , un tunnel che il visitatore attraversa percorrendo una passerella, ma che a causa dell’effetto ottico creato dal buio e dal tunnel che gira sulle cui pareti sono disegnate punti e linee, la percezione che si ha è completamente distorta e la sensazione che si prova è di disorientamento e vertigini. Appena entrata mi sono aggrappata alla balaustra della passerella provando una fortissima sensazione di essere io a ruotare anziché il tunnel intorno a me… è bastato chiudere gli occhi per far cessare quella sensazione, che è ripartita non appena ho riaperto gli occhi.

Sapevo che la passerella era ferma, sapevo che nulla eccetto il tunnel attorno a me si stava muovendo, ma la sensazione che avevo era di una fortissima spinta da un lato, non riuscivo a stare in piedi da sola senza aggrapparmi alle balaustra.

Ho ripercorso quel tunnel altre quattro volte, ogni volta sentivo le vertigini e nonostante razionalmente sapessi cosa stava accadendo, la sensazione era assolutamente reale, perdevo l’equilibrio e non ci potevo fare nulla.

Realtà o Illusione?

Una volta uscita dal tunnel ho pensato che anche qui avevo appena sperimentato i Tre Principi in azione. Non importa quale sia la realtà esterna, la realtà oggettiva, quello che ognuno di noi sperimenta all’interno è sempre e solo il proprio pensiero e se il pensiero è distorto da lenti o illusioni, la sensazione che avremo sarà distorta, ma assolutamente reale per noi. Neppure il sapere che il tutto era dovuto a un gioco di illusioni create dai disegni sulle pareti  ha modificato la mia sensazione interna, io le vertigini le avevo e le mie gambe non riuscivano a stare in piedi dritte nonostante la passerella fosse ferma e non ci fosse nessun impedimento concreto.

Grandioso, mi sono sentita estremamente più leggera e rilassata dopo l’esperienza del tunnel, che senso ha infatti preoccuparsi così tanto delle mie sensazioni, se non hanno una diretta relazione con il mondo reale esterno? 

Prima della visita al planetario abbiamo fatto anche un’altra bella esperienza, abbiamo giocato con le luci… altre illusioni ottiche che creano qualcosa che ognuno di noi può percepire come reale…

 

Che dire infine del planetario? Bello, istruttivo, adatto a tutti, ma perfettamente in linea con gli argomenti studiati dai bambini di 4° elementare in geografia nel primo quadrimestre.

Il pensiero con il quale sono uscita dopo 40 minuti di stelle è che siamo veramente piccoli, piccoli, piccoli… e il prendersi così tanto sul serio è veramente un inutile spreco di energie. C’è molto, anzi moltissimo di più rispetto a ciò che pensiamo… il pensiero è solo una limitazione dell’immenso potere creativo di ciò che chiamiamo Vita; dovremmo ricordarci che il nostro cervello, per quanto potente, non è in grado di abbracciare l’infinito potenziale della Vita o dell’Universo o di come lo volete chiamare!!!

Per concludere la serata abbiamo optato per una grigliata di pesce speciale. Siamo andati al porto di Cattolica, fermandoci in un locale un po’ particolare: un laboratorio ittico nei pressi del porto, Pescevia. Questo locale ve lo nomino volentieri perché veramente è un posto innovativo e soprattutto di qualità.  Un gruppo di pescatori pesca, lavora il pesce nel laboratorio e prepara il cibo, che viene o cucinato e servito nel locale adiacente, oppure venduto fresco in vari mercati della regione o ancora cucinato e venduto da asporto. La soddisfazione di scegliere dal banco frigo il pesce fresco, perché pescato il mattino stesso, farlo portare in cucina e ritrovarselo servito al tavolo poco dopo è impareggiabile. Ma ciò che ci è piaciuto ancora di più è stato il conto… ok, abbiamo mangiato abbondante pesce azzurro oltre a crostacei ed altre varietà di pesce, ma il gusto e la qualità e il godimento che abbiamo provato sono stati veramente eccelsi. Attenzione, la grigliata è servita su un vassoio di carta, la tovaglia è di quelle usa e getta , le posate sono normalissime posate, niente servizio in argento o bicchieri di murano… ma se volete un pasto all’insegna della qualità e non dell’estetica, nonostante il locale sia comunque piacevole, curato e pulito, questo è un posto che merita, almeno per i miei gusti.

Quando attraversate il ponte di Tiberio o visiterete il Museo del Balì o magari assaggerete il pesce fresco di Pescevia, fatemelo sapere lasciando un commento qui sotto!

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