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Andare Oltre alla Crisi di Coppia

È così facile e usuale, pensare che siamo in crisi con il nostro partner quando quei piccoli difetti, che all’inizio ci sembravano così dolci e caratterizzanti poi con gli anni si sono trasformati in paludi di insofferenza.

Le origini di una crisi di coppia

Conosco coppie che si sono lasciate per cose che molti considerano banalità: chi è troppo ordinato, lamenta il disordine, chi invece è silenzioso e mite lamenta la vivacità, chi è riservato lamenta la socialità.
Se è capitato anche a te, di essere preso e risucchiato dall’insofferenza verso il tuo partner, leggi qua sotto la conversazione che io e Monica abbiamo fatto qualche settimana fa tramite mail.

Premetto che ero stanca morta, quando ho iniziato a scrivere a Monica. E questo è già di per sé il motivo per cui sentivo insofferenza e pena. Se avessi dato retta a ciò che sentivo in quel momento avrei tranquillamente considerato il mio matrimonio in crisi, lo avrei visto come una fatica incalcolabile e i miei figli come una responsabilità eterna senza alcuna gioia.

Scrivere per allentare la pressione della crisi

Le ho scritto, non tanto per aver consiglio o per lamentarmi, ma solo perché sentivo talmente tanta pressione che avevo bisogno che uscisse. Scrivendole ho solo allentato la tensione e mi sento fortunata per avere di fianco a me, persone che non prendono così sul serio momenti temporanei di fatica personale.

Comunque il punto era che mi sentivo soverchiata, implosa, per via delle innumerevoli cose da fare.
Lavoro, famiglia, vita personale, varie ed eventuali.
Non dico niente di nuovo. Sono certa che anche per te sia così: ti alzi la mattina, metti in fila le cose e a volte ti prende l’affanno direttamente dentro al letto. Ti senti in crisi ancor prima di aver aperto gli occhi.

E allora è interessante chiedersi:

Chi crea la lista? Chi crea la sensazione di affanno?

 

Certo la prima risposta che viene su spontanea è quella che appare più sensata.

Per me è imputabile alle scadenze dei miei corsi, all’impiccio di viaggiare quotidianamente con Ferrovie dello Stato, all’ansia di soddisfare tutti gli impegni per il Blog, di fare cose buone e sane da mangiare, fare allenamento almeno due volte alla settimana.

Eppure la risposta so che è solo una: io creo la lista delle attività e i livelli di soddisfazione. Più sono stanca, più i livelli si fanno alti e stringenti rendendo impossibile la loro conclusione positiva se non a fronte di un esborso pesante di energia.

  • Chi lo fa? Io.
  • Chi aumenta i livelli di soddisfazione? Io.
  • Chi si lamenta del mancato raggiungimento di tutti i punti della lista? Io
  • Chi potrebbe togliere alcuni elementi della lista meno prioritari? Io

Sono io che creo e disfo. Sempre e senza alcuna eccezione.

Comunque, spero che vi riconosciate in questa mail. L’ho scritta in una giornata in cui la mia testa vedeva solo grigi:

A volte sai che mi sento come se dessi sempre la priorità a gli altri. A loro non sembra, anzi negli anni mi hanno sempre rimproverata di essere egoista e soddisfare i miei bisogni per prima cosa. Io ho tutta un’altra impressione.
Che cosa stravagante le realtà separate.
Tutte le volte che dico “wow, mi piacerebbe un casino fare questa cosa”, c’è sempre un’altra priorità. Poi non ti credere che io mi rassegni. Se non è quest’anno è l’anno prossimo o quello dopo ancora, figurati. Ma non ho mai provato l’ebrezza di dire: “wow, che bello quel posto, dai prenotiamo”. MAI.
Mi sento un briciolo stanca. Non tanto fisicamente. È che mi sto accorgendo che i miei figli e mio marito fanno troppo casino. Sono rumorosi proprio. Televisore a volume alto, video sparati nell’etere ad altissimo volume. Sono disordinati e fanno casino.
E io che vorrei solo calma. Dedicarmi a una cosa per volta, silenzio.
Non mi voglio lamentare. Riflettevo. Forse non sono tagliata per vivere con altre persone. Non so, mi son chiesta anche questo.

Sai, provavo la stessa identica cosa quando nell’ultimo periodo lavoravo 12 ore al giorno e mi mancava tempo per me e invece desideravo fare un sacco di altre cose. Non credo sia questione di essere tagliati o meno per vivere con qualcuno; io sono arrivata alla conclusione, analizzando il mio periodo difficile, che era una svista, cioè pensavo che il fastidio che provavo mi fosse causato dalla confusione, dalla loro costante richiesta di attenzioni, dalle loro grida o dalla musica, ma invece la questione stava dentro di me, non ero io in equilibrio, non vedevo che la confusione senza il mio pensiero era solo un oggetto messo in un posto diverso da dove io pensavo dovesse stare, che la musica era solo una voce in più tra le voci dei miei pensieri, ecc. Ancora oggi ho momenti del genere, ma poi mi risveglio e passano.
Credo che la causa principale dei malumori tra le coppie o in famiglia, soprattutto per le questione banali di routine, sia proprio quella, la mancanza di equilibrio interiore che innocentemente proiettiamo fuori, sugli altri, sul compagno o sui figli, sul disordine, sulle grida, sulla casa o sul colore delle pareti. 

Concordo su tutto e alcuni giorni mi è evidente, altri proprio no.
Non ti nego che a volte la fantasia di prendermi un appartamentino qui sul fiume, un po’ mi fa gola.
Ma grazie a Dio, ho imparato a riconoscere la fantasia come FANTASIA.

Anche a me era venuta proprio in quel periodo di crisi la fantasia di prendermi un appartamento in centro per potermi dedicare a me, avere un po’ di tempo per stare da sola… è pazzesco come ci siano schemi di pensiero piuttosto ripetitivi e prevedibili, come se fosse proprio quella la soluzione. Un po’ come: se lo pensano tutti, sarà vero!!
E invece no, è solo una grande bugia collettiva o meglio un grosso fraintendimento collettivo.

Conclusione sull’origine delle crisi di coppia.

 

Di fatto, parlandone e allentando la tensione ci è venuto in mente che:

  • Generalmente non si tratta di crisi di coppia, ma crisi del singolo essere umano.
  • Il fastidio per il disordine, la confusione, il rumore è una sensazione che varia in base al livello di consapevolezza – che è bassissimo se siamo stanchi! –.
  • È facile cadere nell’illusione che la causa del nostro malessere o disagio siano nostro marito o nostra moglie, nostro figlio, il disordine o qualsiasi altra questione; in questi casi stiamo guardando nella direzione sbagliata, l’origine di una nostra sensazione è sempre interna a noi, le sensazioni sono generate dai pensieri ai quali rivolgiamo la nostra attenzione.
  • È ricorrente in molti di noi il desiderio di allontanarsi anche fisicamente da ciò che crediamo essere la causa della crisi, ma semplicemente non può esserlo, l’origine è sempre una mente confusa, agitata, in pratica un basso livello di consapevolezza.

Non so se questa riflessione ti abbia portato qualche intuizione. Noi speriamo francamente di sì, in caso contrario, ti invitiamo a contattarci per conoscere di più i Principi che sono alla base dell’ esperienza umana.
Lascia un commento qua sotto, o scrivimi via mail, sarò felice di leggere la tua esperienza.

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