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Un buco nell’acqua

Di recente ho partecipato ad una fiera come espositore e l’organizzazione ha fatto acqua da tutte le parti, il cielo ha fatto acqua e la fiera non poteva che trasformarsi in un grande buco nell’acqua.

In questo articolo ti racconterò come sia possibile trasformare un buco nell’acqua in un’esperienza terrificante e piena di stress o come trasformarlo in una piuma leggera che vola via al primo soffio di vento.

La situazione in breve

 

Ho partecipato come espositore ad una mostra-mercato del libro in cui solitamente si vendono i libri ai curiosi  e agli appassionati che passano davanti allo stand (un tavolo); se sei bravo a raccontare e coinvolgere i passanti, vendi tanto, altrimenti non vendi.

Il mio stand, per ragioni a me incomprensibili, è stato posizionato insieme ad un solo altro all’interno di una saletta in cui avvenivano le presentazioni dei libri di altri espositori, con tanto di microfono.

Dalle 9.30 del mattino alle 18.30 della sera si sono susseguiti professori, poeti, giornalisti, scrittori che volevano raccontare e leggere le loro opere, intimandoci il silenzio. Loro avevano pagato, noi pure; le due attività erano in netta antitesi. Non mi dilungo oltre, ti chiedo di immaginare quale possa essere stato il risultato di questa compresenza.

Come nascono i conflitti

 

Eravamo tutti stanchi, amareggiati e la tendenza era quella di difendere il proprio personale diritto di lavorare il più possibile con i pochi curiosi che hanno raggiunto la fiera.

Per fortuna sapevo perché sentivo le sensazioni di frustrazione, vedevo i miei pensieri agitati e quelli dei colleghi; e prima di passare all’azione, anche quando avrei voluto assalire qualcuno, me ne andavo a fare due risate con chi aveva ancora la lucidità per ridere, proprio come ha suggerito Simona nell’articolo di qualche settimana fa su tutto ciò che non vediamo mentre litighiamo.

Qualcuno, in altre zone delle fiera rispetto alla mia, invece di farsi due risate, si è azzuffato.

Forse altri si sono risentiti con me perché non ho messo un bavaglio ai miei autori che raccontavano il proprio libro ai pochi clienti di passaggio e la sera ho proprio fatto questa riflessione: se fossimo in grado di ascoltare più spesso il buon senso potremo fare tante più cose insieme con piacere e realizzare progetti grandiosi.

Gli insegnamenti:

 

Ciò che ho visto in questa situazione sono state poche, ma chiare indicazioni sul come affrontare situazioni potenzialmente difficili, mal riuscite e dalle quali può nascere tensione:

  1. Se devi organizzare qualcosa, chiedi aiuto e confrontati con chi parteciperà a ciò che stai organizzando. La condivisione di idee e dubbi tra i principali attori, oltre a mettere in luce le possibili criticità alle quali puoi non aver pensato, crea solidarietà e al presentarsi di disagi, tutti saranno meglio disposti a trovare una soluzione comune e condivisa.
  2. Se stai partecipando ad un evento mal organizzato, ricordati che la frustrazione, la rabbia o il rammarico sono frutto del tuo pensiero agitato, che si agita ancora di più con la stanchezza fisica. Ha quindi poco senso e nessuna utilità avventarsi su chi ti trovi davanti e magari ha fatto o detto qualcosa che non condividi. Ognuno di noi fa il meglio che può con il pensiero che ha in quel determinato istante. 
  3. Se senti rabbia o agitazione dentro di te, ricordati che sono segnali della qualità del tuo pensiero e non ti stanno dicendo nulla sulla situazione in sé. Se senti rabbia non sei in una situazione rabbiosa, ma stai solo avendo un pensiero di rabbia! Le due cose sono molto diverse e il rendersene conto prima di agire fa tutta la differenza di questo mondo.

 

Buon Senso Lucidità sono comunque la chiave per affrontare ogni tipo di situazione, anche la più difficile. Lunedì prossimo ne parleremo più approfonditamente!

Resta collegato con noi e continua l’esplorazione dell’esperienza umana in compagnia!

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